Ultimo aggiornamento:  1 giugno 2017 7:22

Aceto Balsamico trentino? Modena Industria ne parlò già nel 2013…

La Regione Emilia Romagna, chiede al Ministro Maurizio Martina titolare del dicastero dell’Agricoltura, “Una sospensione di qualunque decisione” sulla domanda della provincia autonoma di Trento di inserire un proprio aceto balsamico tra le indicazioni geografiche e soprattutto una tutela degli aceti emiliani: Balsamico tradizionale di Modena e di Reggio Emilia Dop, Balsamico di Modena Igp.

Correva l’anno 2013, mese di novembre, per la precisione, quando in occasione dell’allora edizione del Merano Wine Festival, Modena Industria localizzò tra gli espositori dell’area Gourmet della kermesse, un “aceto balsamico” trentino invecchiato, a detta dei produttori tre anni in botti di rovere oppure 4 anni in quattro botti differenti l’una all’altra: rovere, gelso, acacia, castagno. L’articolo venne riportato sull’ultimo numero della rivista di quell’anno.

Oggi a distanza di tre anni e mezzo, la richiesta da parte di un aceto trentino – non ci è dato da sapere se si tratta di quello o altri – supportata dalla Provincia Autonoma di Trento, per ottenere tale riconoscimento.

Subito sul chi va là il Consorzio di Tutela dell’aceto balsamico di Modena che per voce del suo direttore Federico Desimone invita alla sospensione della richiesta e al ritiro della stessa affinché siano effettuati tutti i controlli meticolosi del caso.

Posizione in linea tra l’altro con quella espressa dalla Regione Emilia Romagna che “Richiamando la legge 238/2016 che stabilisce regole sulla denominazione ‘aceto’ appare evidente che la documentazione presentata dal Trentino, non sembrerebbe assicurare che le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura, siano praticate sul territorio regionale in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni. riteniamo quindi che non sia opportuno a consentire l’inserimento nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.” La palla ora passa nelle mani del Ministro.

(fp)