Ultimo aggiornamento:  4 luglio 2016 10:24

CAMILLO CREMONINI, Acetaia Cremonini e Olitalia di Modena

Un anno di consolidamento il 2015 per Olitalia, di crescita invece, +15%, per Acetaia Cremonini. Cauto ottimismo per il 2016: “Ci aspettiamo di tornare a crescere – esordisce Camillo Cremonini – anche a livello di fatturato. Puntando come sempre sull’elevata qualità che continuiamo a garantire. Elemento fondamentale per la nostra politica aziendale, dato che chi si rivolge a noi lo fa in primo luogo perché ricerca qualità. Buoni risultati stanno arrivando dal comparto del food service, cucine, ristorazione, gastronomie, dove la richiesta dell’olio di oliva è maggiore rispetto al passato”. Un tema che prelude quello dei mercati: “Riusciamo ad esportare il 35-40% della produzione di olio di cui la metà extravergine di oliva. Cerchiamo di fare passare il concetto che il nostro prodotto italiano è frutto del lavoro italiano. Lo stesso vale per l’aceto. Fondamentale per ritagliarsi nuovi spazi sul mercato, consolidarli, incrementare il lavoro e quindi crescere – dice Camillo che aggiunge – Servirebbero solo maggiori controlli anche da parte della UE e tutela. Nei confronti di prodotti, e olio di oliva e aceto balsamico sono tra questi, che proprio per quanto esprimono i  termini di qualità risultano sempre troppo imitati e falsati.” L’ultima battuta è sul Cibus: “Impressionati e soddisfatti, per l’affluenza, la migliore rispetto alle altre due edizioni precedenti e per l’interesse che siamo stati in grado di suscitare coi nostri prodotti”.