Ultimo aggiornamento:  20 giugno 2016 9:51

Carpi, ennesima occasione sprecata?

Un anno dopo, sempre la stessa storia. Non è cambiato praticamente nulla dal giugno 2015, quando su questo portale scrivevamo cosa avrebbe perso Carpi in termini di ricaduta economica se il Carpi fosse andato a giocare a Modena le partite casalinghe di Serie A, in quanto lo stadio della Città dei Pio non era adeguato alle norme di Lega e Figc. Così è stato, la squadra biancorossa è stata costretta ad emigrare al Braglia e a regalare 4,5 milioni di euro all’indotto modenese (secondo la stima di GoEuro pubblicata dalla Gazzetta di Modena). Costo dell’affitto del Braglia? 750mila euro per due anni, tutti a carico della società Carpi Fc 1909. Per tutta la stagione calcistica appena conclusa il Cabassi (di proprietà dell’amministrazione pubblica) è rimasto un contenitore vuoto, inutilizzato e inutile. Oggi, dopo la retrocessione amara del Carpi in serie B, la discussione per far tornare a casa la squadra di casa (repetita iuvant) si riapre, ma i termini in campo non sono cambiati. Servono infatti 600-700 mila euro per ristrutturare il Cabassi e renderlo a norma per poter disputare la serie B: chi li deve sborsare? L’amministrazione, proprietaria della struttura, o la società, gestore dell’impianto? Tra i due soggetti è ancora valida la convenzione firmata nel 2013, che, in soldoni, sanciva la corresponsione da parte del Comune di 89mila euro all’anno al Carpi per gestire lo stadio. I lavori di adeguamento, sempre secondo la convenzione, sono ad esclusivo carico della società. Società che però ora si siede al tavolo della trattativa per tornare a casa forte di una carta in più, l’affitto già pagato al Braglia per un altro anno. “Noi lo stadio per la prossima stagione ce lo abbiamo già – ha chiarito senza mezzi termini il Patron dei biancorossi Stefano Bonacini – ed è il Braglia. La volontà di tornare al Cabassi c’è, vediamo se ci saranno le condizioni”. Nel corso di una conferenza stampa, Bonacini ha snocciolato cifre precise: “La società ha sborsato 2 milioni e 100 mila euro dal 2009 ad oggi, tra lavori effettuati al Cabassi e costi sostenuti per giocare in altri stadi (Reggio Emilia e Modena, ndr). Adesso basta, non è possibile essere sempre a questo punto. Senza contare che i costi di gestione del Cabassi, sebbene inutilizzato, ammontano a 268mila euro all’anno, ben superiori quindi alla cifra garantita dal Comune”, quegli 89mila euro sottolineati in precedenza e sanciti dalla convenzione. Le parti in causa si incontrano, ragionano, discutono. Ma l’accordo latita. Se a livello calcistico allontanare ancora una volta il Carpi da Carpi sarebbe un suicidio, a livello economico sarebbe un’ennesima occasione sprecata.

Daniele Franda