Ultimo aggiornamento:  30 novembre 2016 5:12

Ceramica italiana ancora leader

marco-bonvicini

CAESAR

In un Cersaie 2016, che appare immediatamente per il visitatore molto dinamico e partecipato, impostiamo la nostra intervista con Marco Bonvicini, direttore commerciale Italia di Caesar, società del Gruppo Concorde, primo Gruppo ceramico a proprietà italiana. Quest’anno il nostro interlocutore ha ricevuto anche un particolare riconoscimento, in quanto è uno dei 6 testimonials della campagna televisiva Ceramics of Italy, annunciata nella cornice del Palazzo Ducale di Sassuolo e definiti dal presidente della Commissione Attività Promozionali di Confindustria Ceramica Emilio Mussini “le nostre armi segrete”.
Come si è mossa Caesar e l’intero Gruppo Concorde in quest’ultimo anno?
L’offerta di Caesar raggiunge ben 110 mercati. Tra i nostri primi avamposti ci sono sicuramente le Americhe, mentre a causa della svalutazione del rublo e della congiuntura non brillante stiamo soffrendo un po’ sulla Russia. L’andamento è positivo sul Medio Oriente e notiamo anche una leggera ripresa in Italia.
Continuiamo a investire su nuovi spazi espositivi: a Londra abbiamo aperto lo spazio Urban Lab in un’area non lontana dalla City, a Parigi nella zona della Bastiglia. Servono da supporto al mondo della progettazione. Un altro è a Roma Nord, mentre in Canada abbiamo un ufficio a Toronto. Negli USA siamo presenti da ben 15 anni.
In questo modo il fatturato consolidato di Gruppo ha superato i 700 milioni con sette società italiane e tre società estere, in Russia, Francia e USA. Ma sicuramente l’operazione più importante del 2016 è stata l’inaugurazione dello stabilimento nel Tennessee, gestito dalla nostra società americana Landmark, partito con la produzione di grès porcellanato in estate.
Ci racconti allora l’offerta di prodotti che avete presentato in Fiera.
Ci siamo concentrati su due filoni di ricerca con ricerche particolari seguite in loco nell’Algarve in Portogallo, nel Nord dell’Inghilterra, in Italia nelle Alpi Apuane e infine nel Magreb tunisino.
Abbiamo tratto l’ispirazione da pietre locali; perciò abbiamo riproposto con la tecnologia del grès porcellanato il risultato dei nostri studi in 8 misure, 3 finiture superficiali e 7 pietre di riferimento, citando le zone o le città originarie.
Inoltre abbiano rafforzato la struttura di marketing e l’ufficio prodotti per captare le tendenze e tradurle in collezioni che abbiano un riscontro commerciale.
La nostra gamma di prodotti è scansionata in 5 diverse linee: Aextra 20, Layers, Portraits, Project Evolution e Tecnolito. La complessità della pietra viene esplicitata in lastre di gres porcellanato, che possono arrivare fino a 240 centimetri. In particolare con Layers puntiamo sul recupero dell’originalità del prodotto ceramico. Con il restyling della gamma Tecnolito, presente da 20 anni, ci immergiamo in una profonda rivisitazione con 14 colori di tendenza, 3 finiture differenziate per destinazione d’uso e un nuovo formato 120 per 120 ideale per interpretare le ampie superfici di spazi pubblici ad alto calpestio. Questa grande varietà di gamma si ottiene per la grande forza finanziaria del Gruppo  oltre che per la avanguardia tecnologica degli impianti di produzione.
Dunque, un Cersaie positivo?
Sicuramente un’ottima affluenza: molti gli asiatici, buona presenza di europei e tanti italiani.
D’altra parte la nostra offerta è molto scadenziata: ad aprile abbiamo lanciato altre due serie per la stagione primavera estate e quindi siamo in grado di gestire regolarmente due lanci di prodotti  all’anno. G. P.


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