Ultimo aggiornamento:  7 novembre 2016 8:26

Cibus Tec: crescita modenese a piccoli passi

“Materie prime e tecnologia applicata all’alimentare: nel settore le soluzioni italiane risultano quelle più efficaci per penetrare i nuovi mercati.” Il Cibus Tec parla chiaro e lo fa per voce anche degli imprenditori modenesi presenti al solone di Parma in occasione della fiera la cui dimensione è sempre più internazionale. Una quarantina quelli che dal nostro territorio vi hanno preso parte – i settori sono quelli del pakaging, dell’etichettatura, della conservazione di prodotto, della sanificazione, delle bilance… etc. – solerti non solo a cercare nuove opportunità di crescita, ma anche e soprattutto a crearle, in Italia ed in giro per il mondo. In un ambito che fa tutt’uno col food e in cui il made in Italy non solo fa la differenza ma è valore aggiunto e cresce.
La politica è quella della ricerca e dell’innovazione, dei piccoli passi, ma dai risultati concreti; che si traducono in una crescita percentuale non esuberante, ma costante: si va dal +2-3% annuale (2015-16) di fatturato fino a punte del +15% in taluni casi; che permette ogni anno investimenti anche piccoli, ma dal risultato nel tempo significativo. L’orientamento maggiore, come per il settore agroalimentare, verso cui questi prodotti – siano attrezzature o altro – sono indirizzati oggi, è l’export. Parola loro “L’Italia tiene, ma si fatica, e come per altri comparti diventa fisiologico trovare nuovi sbocchi di mercato.” Quanto ai ritorni, anche se la percentuale esportata oggi è ancora in certi casi, al di sotto della metà delle produzioni delle singole imprese, è già parecchio significativa. Gli stranieri, lo si è visto in fiera vanno alla ricerca del prodotto italiano. Prodotto che non si esaurisce con la semplice fornitura del macchinario, ma che si completa con un ciclo assistenziale post vendita,, anch’esso di valore aggiunto.
Motivi di soddisfazioni che generano un cauto ottimismo, coi piedi però ben saldi al suolo. Perché nessuno scorda il fatto che il prezzo della crescita lo si salda ogni giorno in termini di fisco, burocrazia e costo del lavoro: “I miei soci invisibili in azienda”, li ha definiti un imprenditore modenese interpellato in merito. Si tiene e si guarda avanti però, perché la voglia di fare e creare da zero non manca nemmeno in un settore così di nicchia. Dove il valore aumenta se è made in Italy e raddoppia quando è ‘made in Modena’, culla della meccanica.

Filippo Pederzini