Ultimo aggiornamento:  4 maggio 2016 5:47

Coldiretti sull’etichettatura

“Basta indugi. Anche in Italia è necessario introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti come ha chiesto il 96,5 per cento degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole”. È il commento del Presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi, alla notizie dell’autorizzazione concessa dall’Unione Europea alla Francia di introdurre un sistema di etichettatura di origine per carne e latte contenuti nei prodotti trasformati.

“Due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero e i consumatori non lo sanno per la mancanza di chiarezza. Il risultato è che in dieci anni il numero dei maiali nella provincia di Modena è quasi dimezzato con gravi riflessi sull’economia e l’occupazione”. “L’iniziativa del Ministero – conclude Vincenzi – ha avuto un risultato che non lascia spazio ad equivoci ed impegna le Istituzioni nazionali a introdurre l’etichetta dove ancora manca, dai formaggi ai salumi, dalle conserve ai succhi di frutta fino al latte a lunga conservazione. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza”. In dieci anni – informa Coldiretti Modena – si è passati dai 457.000 a 295.000 capi con la produzione di carne che è calata da 916.000 quintali a 274.000. Solo nell’ultimo anno si è registrato un – 18% nella produzione della carne e un – 6,8% nei prezzi, per un calo della Produzione Lorda Vendibile del comparto pari al 23,5%.

La situazione di crisi – continua la Coldiretti modenese – sta assumendo toni drammatici per gli allevamenti italiani con le quotazioni per i maiali nazionali destinati ai circuiti a denominazione di origine (Dop) che sono scesi al di sotto della linea di 1,20 centesimi al chilo che non coprono neanche i costi della razione alimentare.