Ultimo aggiornamento:  11 dicembre 2016 7:39

Da un garage di Modena al mondo

L’Industria 4.0, è il futuro del manifatturiero… Ma al centro resta il cliente. Che va reso partecipe delle scelte, ascoltando le sue esigenze soprattutto; privilegiando quel rapporto umano indispensabile e parte integrante della qualità che ci si sforza di offrire in ogni singolo prodotto venduto”. Il cliente: questa la colonna portante di Reflexallen realtà imprenditoriale di Guiglia, sulle prime colline modenesi, operativa nel settore dell’Auto-motive a livello mondiale e con i piedi nel futuro già dalla sua nascita. Alla guida, Renzo Gibellini, imprenditore modenese col pallino dell’innovazione, “alla ricerca continua della perfezione – dice – che non esiste purtroppo e che ci lascia perennemente con quel sottile senso di insoddisfazione, consci però che migliorare ulteriormente si può. Sempre.”
Storia recente quella di Reflexallen le cui origini risalgono alla fine degli anni ’80 del secolo scorso. Da impresa locale è divenuta gruppo internazionale, passando indenne nella crisi, grazie agli investimenti giusti al momento giusto.
Ma partiamo dalla fine, da settembre 2016: un mese abbastanza significativo per il gruppo?
“Indubbiamente. In primo luogo per il nuovo brand identificativo che contrassegnerà Reflexallen espressione del completamento del processo di integrazione tra le varie aziende del gruppo, presentato ufficialmente ad Hannover in occasione della più importante fiera di settore. Poi per l’acquisizione di Maehler & Kaege storica azienda tedesca nostra concorrente con un secolo di storia alle spalle e a lungo leader di mercato. Un passo che ha contribuito e contribuirà ad ampliare la gamma di prodotti offerti, a rafforzare ulteriormente la nostra posizione come fornitore di alta qualità e componenti innovativi e di incrementare quote di mercato. Il processo di consolidamento è in corso, occorreranno all’operatività 7-8 mesi circa”.
Dal presente si guarda al futuro, ma è d’obbligo un passo indietro. Quando nasce Reflex?
Nel 1988, a Modena in un garage al Windsor park. Ero un giovane commerciale di soli 23 anni, animato da un forte desiderio di costruire cose, di fare: lo stesso di oggi, non è cambiato. Avevo solo una convinzione che passando gli anni si sarebbero sempre di più tagliati i passaggi distribuitivi accorciando la filiera. Il salto di qualità avviene nel 2005, col trasferimento a Guiglia e quattro anni dopo quando Reflex SRL, acquisisce Allen Group Limited (AGL) e i suoi stabilimenti di produzione in UK; Cina, e India. divenendo Reflex & Allen. Oggi in più il gruppo ha stabilimenti di produzione in U.S.A., Brasile, altri tre siti in India, e in Repubblica Ceca – sono 12 in tutto – e uffici tecnici e commerciali in Germania, Irlanda e Giappone. In pratica nei luoghi del mondo dove l’automotive conta. Mi sento di dire che abbiamo veramente investito tanto per assumere questa impronta globale nel minor tempo possibile ed oggi i risultati ci stanno ripagando. Forti anche di scelte importanti, scommesse all’inizio, ma poi rivelatesi più che vincenti. Come: portare la cultura dell’azienda all’interno delle filiali estere ed armonizzarla con la cultura locale, la ricerca costante, il puntare all’innovazione, senza la quale l’azienda è destinata a perire”.
L’innovazione come volano di sviluppo fondamentale dunque?
“L’innovazione ci ha sempre contraddistinto fin dalle origini. La qualità ha bisogno di essere mantenuta e sviluppata nel tempo. Per questo investiamo continuamente in risorse umane, informatiche e tecnologiche, nella formazione (compresi i tecnici stranieri che vengono formati soprattutto in Italia e UK) e nella ricerca al fine di innovare ed ottimizzare nuovi processi produttivi e nuovi prodotti. Siamo convinti che solo attraverso un continuo processo di innovazione riusciamo a garantire al nostro cliente prodotti sempre all’altezza delle sue richieste, efficienti e competitivi; fondamentale dunque per ottenerne e rinnovarne la fiducia”.
Quindi mi pare di capire che anche il cliente ha un suo ruolo per Reflexallen?
“Deve sempre essere al centro delle nostre attenzioni. Partecipa insieme a noi al miglioramento, al perfezionamento della qualità e allo sviluppo di nuovi prodotti. Puntiamo ad ascoltarlo e a dialogare con lui, dobbiamo essere in grado di capire i suoi bisogni. Al rapporto umano, in altri termini, come elemento coesivo per la costruzione di un rapporto di fiducia ricambiato e prolungato nel tempo. Ritengo che il team sia un elemento essenziale per il buon funzionamento dell’azienda. la condivisione di obiettivi comuni e valori permette di raggiungere le massime prestazioni, soprattutto quando un’organizzazione è chiamata ad assolvere i suoi compiti in un ambiente complesso tipico di una società che disegna, sviluppa, produce e distribuisce in un ambito non solo internazionale ma globale”.
Parlare di clienti significa parlare di mercato. Quale il trend aziendale attualmente? Ci sono stati contraccolpi dovuti alla recente crisi economica?
“Contraccolpi direi di no. Il 90% del nostro fatturato arriva dai mercati esteri, poco in Italia, e nell’ultimo triennio siamo passati da 60 milioni a oltre 100 milioni di euro l’anno, nel 2017 cresceremo di un ulteriore 15%. Vendiamo annualmente nel mondo oltre 150 milioni di metri di prodotto e più di 300mila pezzi. Tutti destinati al settore automotive. nessuno dei mercati dove siamo presenti viene sottovaluto perché ciascuno a modo suo è esigente e non manca di presentare le proprie piccole incognite. Qualche difficoltà la riscontriamo attualmente in Brasile, più che altro dovute alla crisi sistemica che sta avendo il Paese sudamericano”.
In ultimo la digitalizzazione, la fabbrica 4.0. Siete dei pionieri o…
“Non si tratta di essere dei pionieri o meno, ma di scelte indispensabili per competere. La costante ricerca ci ha spinto ad investire in questa direzione già anni fa, unitamente alla consapevolezza che il mondo e quindi ciò che genera business mutano in modo continuo e velocemente. Siamo all’interno di un percorso rivoluzionario – la via della digitalizzazione (o Industry 4.0 se preferiamo chiamarla così) – indispensabile e infinito perché un punto d’arrivo non c’è. Ed essendo tutti noi già all’interno di questo percorso ecco che l’unica scelta possibile è quella di comprendere come differente è e sarà l’approccio nell’ambito aziendale, dalla fase iniziale dello sviluppo sino al postvendita.  La digitalizzazione ci sta permettendo di affrontare le cose con maggior metodo e soprattutto di concepire un numero di variabili più alto rispetto al passato finalizzate alla soluzione di offrire un prodotto competitivo, di qualità migliore e in tempi ridotti. L’incremento continuo della velocità del business, altro non è che la costrizione ad elaborare soluzioni, in tempi sempre più ridotti, sei quindi forzato a determinare il maggior numero possibile di variabili in tempi appunto più ristretti. Ecco la difficoltà. L’Industria 4.0 rappresenta già il presente del manifatturiero ed occorre esserne consapevoli. Come del fatto che le regole d’ingaggio attuali, il modo di lavorare odierno, saranno stravolti. E non tra trent’anni, ma nell’arco di un periodo breve. Un percorso obbligato per noi che  siamo fornitori automotive Tier1. E che ogni giorno ci fa scoprire ambiti nuovi complessi ed inimmaginabili fino a poco fa. Digitalizzazione, internet delle cose, manifattura additiva e realtà aumentata: il processo è avviato su diversi nostri stabilimenti e stiamo sviluppando metodologie produttive che influiscono già su produzione e distribuzione. Abbiamo un sistema di supply chain integrato e mondiale con tutti i database integrati  qui a Guiglia nel nostro quartier generale, sempre qui stiamo concentrando a passo forzato le attività di Design ed Engineering, attività in molti casi già oggi collegate anche con la nostra piattaforma di fornitori e clienti. Siamo insomma in una fase di grande e bellissima evoluzione”.

FOCUS  SULL’AZIENDA

Reflexallen è tra le realtà imprenditoriali più innovative al mondo sul mercato dell’automotive È un’azienda relativamente giovane – ha solo poco più di un quarto di secolo alle spalle – che dopo la sua nascita a Modena nel 1988 ha stabilito il suo quartier generale a Guiglia nel 2005. Concentra il proprio business sull’analisi, lo sviluppo e la produzione di prodotti che si articolano in cinque divisioni: pneumatic, electrical, fluid power, safety devices. È attiva nella produzione di: tubazioni, spirali e cavi elettrici, sottosistemi e componenti per la trasmissione di fluidi ad aria e segnaletica veicolare di sicurezza. Attualmente conta 12 filiali nel mondo per un totale di oltre mille dipendenti.

Filippo Pederzini