Ultimo aggiornamento:  11 settembre 2017 3:26

Da zero al mondo in soli cinque anni

L’azienda di Castelfranco Emilia ha realizzato una nuova generazione di sollevatori telescopici rotativi, ponendosi in poco tempo tra i leader del mercato globale

La velocità: con cui un’azienda apre i battenti in tempo di crisi – era il 2012 – e nel giro di cinque anni si posiziona tra i leader del mercato nel settore delle macchine del sollevamento di persone e cose. Questo il biglietto da visita della Magni Telescopic Handlers – MagniTH – di Castelfranco Emilia, realtà imprenditoriale a conduzione famigliare che ha saputo unire il tesoro dell’espe-rienza accumulata in anni di lavoro, alla ricerca e all’innovazione. Cinque anni dicevamo, caratterizzati da: costante incremento di fatturato, aumento del personale da 18 a 150 dipendenti, presenza sui mercati esteri dei cinque continenti e la previsione concreta di un allargamento delle strutture di lavoro a breve. Eugenio Magni, uno dei titolari racconta i dettagli di questa avventura imprenditoriale in un veloce, epr restar ein tema, botta e risposta.

A che anno risale la nascita della MagniTH?

“Maggio 2012. Ci rivolgevamo a tutti gli utenti (distributori e clienti finali) del settore edile ed industriale”.

Quando e se c’è stato, un momento di svolta?

“L’azienda ha avuto una crescita costante e probabilmente la svolta è avvenuta a fine 2015 quando il marchio ed il prodotto sono stati riconosciuti come affidabili e di qualità”.

È stato significativo avviare la propria attività nel territorio di Castelfranco Emilia?

“Sì, in quanto l’Emilia Romagna è uno dei poli industriali più importanti del Paese soprattutto per quanto riguarda la fornitura di componenti meccanici ed oleodinamici.”

Quanti erano i dipendenti e quanti sono oggi?

“Siamo passati da 18 a 150”.

È vero quindi che vi allargate e avete in previsione uno stabilimento nuovo?

“È vero. Abbiamo in previsione una zona industriale dove faremo un nuovo stabilimento di dimensioni maggiori e cercheremo di raggruppare buona parte dei fornitori”.

In cosa consiste il vostro lavoro e in quali settori siete orientati?

“Nell’assemblaggio e vendita di macchine per il sollevamento di cose e persone, nei settori dell’edilizia e dell’industria”.

Chi è il vostro cliente tipo?

“Imprese edili, industrie e noleggiatori di macchinari per l’edilizia, che cercano affidabilità, sicurezza e performance; in particolare riusciamo a garantire prestazioni di sollevamento superiori a quelle della concorrenza. Al servizio del cliente mettiamo: professionalità, serietà, ed un esperienza trentennale nel settore”.

Quanto è fondamentale ascoltare oggi il cliente?

“Indispensabile. In quanto le nostre macchine possono essere equipaggiate di più accessori e solo ascoltando il cliente si possono comprendere le sue esigenze e quindi creare accessori utili a soddisfarle. Siamo in grado di garantire innovazione e costante ricerca di miglioramento per garantire sempre il meglio”.

Ricerca, sviluppo e formazione del personale: che peso hanno in

MagniTH questi aspetti?

“Sono tutti e 3 importanti in quanto contribuiscono alla crescita dell’azienda. Se dovessi evidenziarne uno per importanza sceglierei sicuramente lo sviluppo dei prodotto, in quanto è necessario avere un buon market share per poter poi reinvestire in ricerca e formazione del personale”.

Come vi posizionate sui mercati? Estero e italiano?

“Su quello italiano ci posizioniamo con un 20% circa del market share tenendo conto che il 90% della nostra produzione viene esportato. All’estero, sicuramente siamo ben posizionati in quanto in alcuni mercati, qualità e performance sono i fattori più importanti. Noi, pur non essendo un colosso multinazionale, riusciamo a garantire livelli davvero alti anche rispetto alla concorrenza, e… siamo presenti in tutti e cinque i continenti”.

Il Made in Italy e il Made in Modena permettono ancora di fare la differenza?

“Sicuramente è Il Made in italy conta. In quanto, l’Italia è vista come un riferimento per meccanica idraulica e macchinari. Oltretutto questa tipologia di macchine rotative è un prodotto esclusivamente italiano”.

Avete risentito della crisi?

“No. Siamo nati negli anni della crisi e questo ci ha permesso una crescita graduale. Anzi forse la situazione ci ha aiutato in quanto quando un cliente acquista un mezzo durante un periodo di flessione economica cerca di comprare un prodotto di qualità per avere minori costi di gestione poi”.

Bilancio: come è andata nell’ultimo biennio?

“Non entro nel dettaglio, ma sicuramente tra 2015 e 2016 abbiamo avuto un incremento del fatturato del 65%”.

Quali è che genere di prospettive intravedete per l’anno in corso?

“Crediamo che il 2017, per quanto ci riguarda, sarà un anno di ulteriore crescita in quanto il trend evidenziato finora è quello”.

La chiosa è sull’Industria 4.0: vi ci siete già orientati a livello produttivo?

“Sì è un tema che abbiamo approcciato soprattutto per quanto riguarda la gestione del magazzino (è completamente gestito con codici a barre ed una parte è anche gestita in can ban), l’approvvigionamento delle linee che avviene in maniera informatizzata, la visualizzazione e l’aggiornamento delle istruzioni di montaggio che viene fatta attraverso dei monitor in linea collegati al server principale. E la stessa linea è ad avanzamento automatico”.

 

Scheda MAGNITH

Una famiglia di imprenditori nel settore metalmeccanico dagli anni ’50. Pietro Magni, meccanico riparatore di trattori e costruttore di carri agricoli prima e di gru a torre per edilizia in seguito, fonda con i suoi figli Riccardo, Giorgio e Franca nel 1972 la FARGH spa per progettare e costruire gru idrauliche. Nel 1980 progetta e realizza il primo sollevatore telescopico a forche in Europa continentale il FARGH 4000 FS con braccio brevettato. Riccardo Magni Succede al padre nel 1981 e sviluppa da quel primo prototipo, il FARGH 5000 RT ed il FARGH 3000 RT modelli estremamente innovativi all’epoca che furono alla base della joint-venture col gruppo Manitou durata oltre 27 anni. Durante questo lungo periodo Riccardo Magni sviluppa enormemente l’attività e deposita personalmente oltre 40 brevetti nazionali ed internazionali tutti riguardanti i sollevatori telescopici rotativi e fissi, di cui egli è inventore designato, rimasti di proprietà della compagnia francese. Nella seconda metà del 2012 Riccardo Magni, non convinto di andare in pensione e pieno di nuove idee, sempre nel campo dei sollevatori telescopici, ripete l’atto che fu all’origine di una grande azienda compiuto dal padre 30 anni prima: fonda la Magni Telescopic Handlers srl con i suoi figli Carlo, Eugenio, Carlotta e Chiara. Dando il la alla creazione della seconda generazione dei sollevatori telescopici rotativi.

Filippo Pederzini