Ultimo aggiornamento:  29 agosto 2016 9:13

Diversificare scelta vincente

Il bello, è quello di entrare in un’azienda in cui si respira l’odore acre dell’officina, il sudore, i rumori e la fatica del fare le cose. Il meglio lo scopri parlando con loro, con Luigi Annovi e suo figlio Stefano. Quando l’impressione del primo impatto, quella dell’occhio, viene spazzata via da ciò che la Aldo Annovi è in grado di realizzare: come macchine agricole, e come mezzi antineve. Accorgendosi che un piede nel futuro l’hanno già e da tempo, per le scelte che hanno saputo fare una quindicina d’anni fa. “Macchine agricole ne fanno in tanti – dicono Luigi e Stefano Annovi – e la concorrenza è serrata. Maggiore poi quella dei grandi gruppi. Tocca differenziare, per restare sul mercato, offrire quel ‘di più’ che altri non hanno o non fanno: a partire dal prodotto finito, fino all’assistenza post vendita”. E quel ‘di più oggi ha la forma di una seminatrice che non necessita più dell’aratura del terreno, di un mezzo per stoccare i cereali al posto del silos, o di una turbina da neve mai realizzata prima.

L’AZIENDA

Come tante in zona, nasce immediatamente nel secondo dopoguerra. Si specializza in macchinari agricoli di diverso tipo: semina, aratura, raccolta fieno, imballaggio, etc.. Il mercato di riferimento è prevalentemente locale ed extraprovinciale, qualcosa va anche al di fuori della regione. È una tipica azienda a conduzione famigliare – che contribuisce a fare la fortuna di un territorio in cui la meccanica è da sempre un fiore all’occhiello – con diversi dipendenti che regge agli alti e bassi del settore senza troppi problemi.

CORAGGIO E VISIONE

“Chi fa l’imprenditore deve avere coraggio – dice Luigi – per misurarsi con la concorrenza, la burocrazia, gli investimenti da fare e la necessità di credito. Ma anche quello di scommettere e voler andare oltre agli standard di settore”. Non si può parlare di certo che gli andasse stretto l’ambito in cui si muovevano, fatto sta che a partire dagli anni 2000, la FAldo Annovi fa il cosiddetto salto in avanti. diversificando la produzione ed iniziando a pensare che si può fare anche qualcosa nel settore invernale. Gli inverni nevosi non solo in montagna, ma anche in pianura sono stati il ‘mandante’. “Abbiamo iniziato con le lame sgombraneve, poi gli spargisale e infine siamo giunti a produrre anche turbine antineve – spiega Stefano, in scia col padre e sulle orme del nonno – È stata una scommessa che abbiamo vinto. Dopo una prima clientela locale ed italiana, che aveva necessità di mezzi per lo sgombero della neve sulle strade, hanno iniziato ad arrivare commesse anche da Svizzera, Francia, Germania e Giappone.

Oggi anche in quest’ambito, siamo in grado di fornire una risposta  al cliente immediata, completa e personalizzata (altro punto di forza di questa PMI). Le lame che mandiamo in Svizzera ad esempio, sono differenti da quelle destinate al mercato francese e tedesco. Dati poi i margini di crescita in questo settore, abbiamo sviluppato e realizzato anche turbofrese – sono stati i primi a Modena e sul territorio – sempre destinate allo sgombero della neve in velocità, richieste in modo particolare nelle località di montagna.”

L’AGRICOLTURA 4.0

L’anima dell’azienda resta però agricola. Ma ciò non toglie, voglia e capacità di costruirlo il futuro. Che nel caso della Aldo Annovi è partito in Argentina oltre 10 anni fa. Fondamentale l’incontro con un imprenditore sempre del settore delle macchine agricole e di origine modenese. Viaggi da un capo all’altro del mondo, studio e ricerca, per cercare di dare forma ad un innovativo macchinario agricolo, ancora allo stato di prototipo e da perfezionare che fa leva su una nuova tecnica di semina. Dei pionieri. Accanto alla produzione tradizionale di macchinari agricoli, l’anno passato inoltre ha fatto la sua comparsa anche un altro mezzo: un’insaccatrice per lo stoccaggio dei cereali direttamente post raccolta, in sacchi di polietilene e sottovuoto, che ne mantiene intatte peculiarità e salubrità del prodotto. Evitando trasporto e conservazione nei silos tradizionali.

PROSPETTIVE

“Rispetto al futuro, piedi a terra d’obbligo – tengono ad evidenziare Luigi e Stefano – L’impegno non verrà meno come del resto l’impiego di risorse in ricerca e sviluppo. Sono stati anni non facili, ma abbiamo tenuto, acquisendo e consolidando posizioni di mercato, anche impensabili fino ad un decennio fa, levandoci anche qualche soddisfazione importante. Il fatturato resta sostanzialmente stabile, pur non mancando qualche piccolo, ma significativo segno più. Essere piccoli ed elastici ci ha agevolato come pure l’operare su di un territorio per la meccanica ancora sinonimo di alta qualità. Ad oggi riusciamo ad esportare un 15-20% di prodotti più un altro 10% in modo indiretto. Le difficoltà sul mercato interno restano invece quelle che nel comparto hanno un po’ di tutti, in quanto ancora troppo legato ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale e nell’attesa che sia sempre l’anno buono in cui verranno sbloccati. E pensare che di voglia di investire soprattutto nelle campagne ce n’è tanta. Dal canto nostro teniamo duro. Senza rinunciare a rapporti di collaborazione come nel caso argentino o contaminazioni con altri settori che si sono rivelati profiqui”.

Filippo Pederzini