Ultimo aggiornamento:  22 novembre 2017 4:19

E A MERANO, MODENA VA…

…forte anche sul mercato italiano

Bio, innovazione, e-commerce che prende quota da una parte. Mentre sarebbero auspicabili forme di sostegno, in alcuni ambiti dall’altra. Sullo sfondo un’annata, ormai prossima alla chiusura con buone soddisfazioni, ma a metà, causa il clima non proprio favorevole. Soprattutto, un dato di fatto: il buon momento del lambrusco sul mercato italiano. Segno che la qualità se perseguita, paga. Lo confermano i modenesi presenti al Merano Wine Festival, dentro e fuori il salone, dati anche alcuni nella città altoatesina, per ritirare vari premi legati alla storica manifestazione – che resta vetrina prim’ordine per il vino di alto livello sia nazionale che internazionale – e non solo.

W L’ITALIA E MODENA. Sì è il caso di dirlo perché il 2017 si è contrassegnato per una ripresa solida del mercato interno inteso come alto di gamma. Il lambrusco piace, purché sia di qualità. Parliamo di ristoranti, gastronomie, locali in genere: vendite col segno più e consumi anche. A riconferma del trend i banchetti degli espositori nostrani (pochissimi) al festival, che hanno accolto gli estimatori (in crescita se guardiamo solo ad un paio di anni fa) anche stranieri. Discorso analogo per quelli – settore prevalentemente food – che esponevano nell’area gourmet, con il balsamico sempre in prima fila seguito da specialità – liquori tradizionali e composte alla frutta e verdura – molto apprezzate. Tiene l’export in generale ed anzi aumenta, con l’apertura di nuovi e proficui sbocchi di mercato, per il vino e non solo quello. E in tal senso il festival altoatesino si conferma un eccellente volano per il nord Europa.

TENDENZE. Non solo quelle positive di mercato, ma pure quelle orientate verso l’innovazione. Si è fatta largo, anche a Merano, la scelta per alcuni di optare per il biologico inteso come produzione di qualche tipologia di prodotto. Ci si inizia poi ad affidare all’e-commerce per la vendita, con risultati piccoli nell’ordine del 3-4% del fatturato, ma significativi se pensiamo che si tratta per la maggior parte di piccole aziende.

L’ANNATA IN GENERALE. Come sopra, positiva. Anche per i premi ottenuti dai modenesi presenti: si va dai noti ‘Tre bicchieri’ a quelli di Slow Wine fino alle medaglie del Merano Wine Festival (platino, oro e argento) a cui si aggiungono i riconoscimenti fuori salone (sempre a Merano), come quelli del Touring Club. Bene gli affari (già detto). Meno bene in campagna però. Il leit motiv è stato l’alta qualità delle uve, ma i conti si faranno poi. La quantità ad esempio rispetto l’anno passata è crollata di oltre il 20% per tutte le tipologie di lambrusco con punte per talune aziende anche del 40% causa le tarde gelate e un’estate troppo siccitosa.

CHICCHE E,,. Merano continua ad affascinare ed esserci è importante. Tutti i presenti sono ormai degli habitué: da chi è al secondo anno a chi è al ventesimo di fila. Da segnalare infine tra i partecipanti, La signora Emma Nazarena Gambetti dell’omonima acetaia modenese insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica il giugno scorso.

fp