Ultimo aggiornamento:  27 settembre 2017 3:31

Due acquisizioni per Emilia Banca

Dopo la fusione dello scorso febbraio con il Banco Cooperativo Emiliano, Emil Banca consolida la propria presenza sui territori di competenza aggregando altre due realtà del credito cooperativo: Bcc di Vergato, un’ex cassa rurale con alle spalle più di un secolo di storia e un’ottima solidità patrimoniale, e Banca di Parma, la banca di credito cooperativo nata pochi anni fa e che con questa aggregazione diventerà più solida e competitiva.

Le assemblee degli istituti coinvolti nell’operazione di fusione per incorporazione si terranno il 22 ottobre. Se i soci daranno il via libera, la fusione avrà decorrenza dal 1 dicembre.

Dopo questa operazione Emil Banca potrà contare su 47.300 soci e circa 155 mila clienti, di cui 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonterà a 341 milioni di euro – di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale -, mentre i mezzi amministrati raggiungeranno circa i 7,37 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro di impieghi e 4,8 miliardi di euro di raccolta).

Le filiali della banca saranno 89, i dipendenti 734. Il territorio di competenza vedrà un consolidamento della presenza su Parma e un allargamento nell’alta valle del Reno (Appennino Bolognese), dove Emil Banca è già presente e radicata.

«Quest’operazione è un altro importante passo anche verso la razionalizzazione del credito cooperativo in vista della creazione del gruppo nazionale targato Iccrea, al quale tutte e tre le Bcc coinvolte nella fusione avevano già dato adesione – dichiara il presidente di Emil Banca Giulio Magagni – Se i soci daranno il loro assenso alle fusioni, la nuova Emil Banca sarà ancora più forte e competitiva e riuscirà ad svolgere più efficacemente il proprio ruolo di banca di sistema a livello regionale, senza perdere la propria specificità».

«In meno di un anno siamo riusciti a unire sotto un unico tetto ben quattro realtà cooperative – aggiunge il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia – Abbiamo dato vita a una banca che, nonostante sia diventata una delle banche di credito cooperativo più grandi d’Italia, non ha perso l’anima solidale e ha mantenuto il proprio cuore sul territorio».