Ultimo aggiornamento:  10 maggio 2016 10:39

ENRICO MANZINI, Corte Manzini – Castelvetro

Vent’anni diVinitaly, un lavoro basato su qualità e innovazione, le difficoltà affrontate a viso aperto, la passione nel fare il vino e i piedi ben saldi a terra. Caratteristiche dei Manzini, quelli del grasparossa, ed Enrico, il giovane di famiglia non è da meno. “Il web? Eccellente per la promozione e per incuriosire i consumatori. Ma funziona al meglio dopo che si è provato il prodotto e in quel caso l’e-commerce può dare risposte positive. Cosa frena? La burocrazia. Non è normale che riusciamo ad impiegare la metà del tempo a realizzare una vendita in Libano piuttosto che in Germania. L’estero? Ci va ormai il 15% della nostra produzione. Abbiamo consolidato posizioni sul mercato giapponese e americano. Bene anche Svizzera e Austria; buoni i riscontri dalla Norvegia, ultimo sbocco aperto, grazie al sorbetto di grasparossa e ai vini. Ci stiamo affacciando sulla Finlandia. E poi la Germania: cresce in modo lento anche se l’idea avuta da un editore di abbinare bottiglie di lambrusco alla sua rivista, ha significato incremento delle vendite (un 5% del fatturato arriva da questa intuizione) e presenze di tedeschi nel nostro agriturismo. Il 2015? – e chiude – Resa normale, ma qualità eccellente, esaltata dalle caratteristiche della nostra rinnovata cantina”.