Ultimo aggiornamento:  25 luglio 2016 9:20

Grano amaro per gli agricoltori

Venticinque anni fa il frumento valeva 30.000 lire, gli attuali 15 euro, più o meno come le quotazioni di oggi: troppo il divario tra costo del frumento, pane e pasta. “I ricavi del grano mandano in rosso il reddito degli agricoltori quando, mai come quest’anno, i frumenti presentano un’alta qualità, con proteine elevate, ottimo peso specifico. Inoltre – hanno spiegato Cia – Agricoltori Italiani e Confagricoltura Modena, presso l’azienda agricola Monzani di Bomporto in piena trebbiatura – questa situazione produrrà un drastico calo delle prossime semine. Chi potrà poi vantare la tradizione e la qualità di pasta, pane e prodotti italiani a base di cereali quando questi non ci saranno più?”. Già nei primi mesi del 2016 il frumento tenero panificabile valeva mediamente 166 euro a tonnellata, quello duro a 238 euro e l’orzo 170 euro a tonnellata (quotazioni Borsa Merci Bologna). Nella quotazioni del 12 luglio, inoltre, sempre la Borsa di Bologna i prezzi della varietà fino si sono attestati nella prima rilevazione della nuova campagna sui 158-162 €/t (30 giugno), per poi scendere ad inizio luglio sui 154-158 €/t, più bassi del 6% rispetto all’ultima rilevazione della campagna 2015/16 e del 19% rispetto allo stesso periodo del 2015. “Tutto questo in una annata con un raccolto soddisfacente nella media – spiega Cristiano Fini, presidente della Cia di Modena – ed è per questo che abbiamo dato vita ad una iniziativa che abbiamo chiamato ‘Grano amaro’ e che abbiamo realizzato in tutte le provincie dell’Emilia Romagna per far conoscere la situazione critica dei cereali , nonché mettere in evidenzia il divario tra costo del frumento, pane e pasta”.