Ultimo aggiornamento:  27 giugno 2017 12:02

Guardare avanti per crescere si può

45 anni di storia e un mnade in modena ch ancora fa la differenza sui mercati 

Partiamo dalla fine: “Futuro roseo, investimenti alcuni, compatibilmente alla nostra dimensione, progetti tanti.” Pier Silvio Mayer, presidente di Sovema, un nome di riferimento nel modenese e nel mondo, per la produzione di macchine agricole – per la lavorazione del terreno, il giardinaggio, il mantenimento delle aree verdi e la progettazione nonché produzione di cabine per trattrici agricole e macchine industriali – allunga l’occhio sul 2017, e oltre. “Non è mero ottimismo, ma realismo. Quello che induce a ad analizzare, capire, ricercare, innovare, ascoltare il cliente e le sue esigenze… fare qualità e crescere, in poche parole. Anche, fosse il caso, nelle difficoltà. Lo abbiamo fatto per 45 anni e andiamo avanti.”

Quasi mezzo secolo di storia – un altro capitolo, della meccanica modenese – per questa azienda di Gaggio in Piano alle porte di Modena, che vede gli albori nel 1972. All’inizio solo come impresa commerciale, ma dopo soli tre anni anche come produttiva, con l’acquisizione di Sicma ed Effepi. Il suo mercato di riferimento in principio sonos tati i piccoli e medi agricoltori a cui forniva una vasta gamma di implements, tutte azionate dal cardano. Nel tempo la gamma si è ampliata, anche con la produzione di macchinari più importanti, in scia con l’evoluzione del trattore: cresciuto di potenza negli anni.

E Sovema, oggi, come potrebbe essere raccontata? Quali i numeri, se vogliamo parlare di numeri, che meglio la identificano? Quali le peculiarità che, pare di capire continuano a farla andare a testa alta in un settore non privo di ‘acciacchi’?

“Sovema è una piccola Azienda, con una  reputazione però consolidata nel settore. In modo particolare, oltreconfine. Abbiamo dei punti di forza, quali: garanzia di qualità, il sevizio post vendita e la ricambistica. Riusciamo ad esaudire la quasi totalità delle richieste di pezzi di ricambio per macchine vendute oltre trenta anni fa. Contiamo attualmente su di una forza lavoro di 40 dipendenti ed un’altra azienda – con 30 persone impiegate – sotto il tetto della stessa proprietà gestita da mio fratello Roberto. In cui, lavoriamo la lamiera e produciamo anche cabine per trattori e macchine industriali.”

Diceva dell’estero… 

“L’export, oggi corrisponde al 97% circa del nostro giro d’affari, su mercati, gli stessi di ieri, però molto evoluti: Giappone, Canada, Stati Uniti, penisola Scandinava, Inghilterra. Abbiamo una filiale in USA (Memphis) e una in Canada (Winnipeg). Non manchiamo poi di attenzionare anche i cosiddetti emergenti, per restare in tema di mercati dove, riscontriamo qualche difficoltà, per i prezzi molto bassi anche se con macchine qualitativamente inferiori. Quando si parla di estero, tengo a precisare che un occhio va sempre tenuto sulla situazione internazionale generale in constante movimento e che potrebbe influire sulle dinamiche aziendali. Ma, le dimensioni limitate della nostra realtà e la fiducia consolidata della nostra rete di Dealers (la media è di oltre 20 anni di relazioni) mi fanno sperare con un pizzico di ottimismo in più”.

Restando all’estero, quali secondo lei i mercati emergenti per Sovema in cui s’intravedono maggiori prospettive?E cosa affinare per mantenere quote di in quelli in cui siete già presenti?

“Tutti i mercati emergenti per il settore delle macchine agricole hanno potenzialmente buone prospettive. Il problema principale è nella capacità di spesa del singolo agricoltore, che non può permettersi (nella maggior parte dei casi) di acquistare una nostra macchina (o di produzione “Occidentale”). Questo tipo di figura (che è la stragrande maggioranza) vorrebbe farlo, ma non può. Quindi se non può fare altrimenti, si rivolge ad un produttore locale (se c’è) o a macchine provenienti da Paesi con costi di produzione minori. La nostra esperienza in India lo dimostra. 25 anni fa si vendevano un centinaio di macchine a fronte di un piccolissimo mercato facoltoso e di nicchia. Oggi, con un mercato esploso, con prezzi alla portata della maggiore parte degli agricoltori, vendiamo alcune decine di macchine. Il tutto a vantaggio di costruttori locali, con prezzi sensibilmente inferiori. Quanto ai mercati attuali – fermo restando l’aspetto qualitativo delle nostre macchine – stiamo puntando sulla fidelizzazione del brand, ampliando la gamma e migliorando il servizio post vendite. Tutti elementi essenziali per i mercati evoluti in cui principalmente operiamo.”

Esiste una filosofia aziendale Sovema? Siete in fondo attivi da 45 anni…

“A livello di produzione, siamo una delle poche aziende del settore, con una reale filosofia produttiva e non di semplice assemblaggio. Partiamo dalla lamiera per arrivare al prodotto finito con il ciclo di realizzazione e lavorazione esclusivamente al nostro interno. Questo ci garantisce un continuo e costante controllo diretto della produzione, oltre al fatto che tutte le macchine sono progettate internamente. È una decisione questa presa anni fa ed in controtendenza al settore, quella di avere all’interno, il ciclo produttivo. E tutto per una maggiore garanzia sulla qualità delle nostre macchine. Anche se sotto l’aspetto economico è un poco penalizzante.”

Modena e meccanica: un binomio inscindibile anche per le macchine agricole?

“Assolutamente sì. La nostra campagna di fidelizzazione cliente, porta lo slogan ‘Italian passion and technology’. Penso sia abbastanza eloquente. Se poi ci aggiungiamo “Modena”, abbiamo un binomio assolutamente ineguagliabile.”

Settore agricolo: è ancora in crisi? C’è speranza nel 2017 per lo sblocco dei PSR? 

“Come Azienda non ho un’esperienza diretta. Invece come presidente ASSOMAO posso dire che se fossero sbloccati i PSR, porterebbero indubbi vantaggi. Il problema, oggi, è molto grave. Gli agricoltori attendono lo sblocco, quindi non acquistano. Rimangono in attesa. Ed il mercato delle macchine agricola (trattori inclusi) fa registrare continui record negativi. Sarebbe necessario un poco più di attenzione al settore da parte delle Istituzioni ed un poco meno di burocrazia, per fare ripartire il tutto.”

Industria 4.0: c’è grande fermento. Sovema fa già parte della partita? 

“Non ancora. Abbiamo, comunque, impostato alcune strategie, che vedranno i frutti, almeno spero, nei prossimi tre anni.”

Due domande in una: rapporto umano e capitale umano. Quanto è indispensabile ascoltare il cliente da un lato e quanto sono importanti, formazione professionale e preparazione per fare la differenza?

“Entrambi fondamentali. Tutti i nostri progetti sono frutto di esigenze del Cliente. Tramite diversi canali, otteniamo informazioni sulle loro reali necessità. Poi trasmesse al nostro Ufficio Tecnico. Sia durante la progettazione e la realizzazione, abbiamo continui contatti e nel caso i progetti li modifichiamo in corsa d’opera. D’altronde, visti i mercati dove operiamo dove le esigenze sono diverse le une dalle altre, non abbiamo altra alternativa. Rispetto al capitale umano invece devo dire è indispensabile. Le aziende sono fatte di persone, senza le quali non esisterebbero e non avrebbero ragione di esistere. E Sovema non fa eccezione.”

Filippo Pederzini