Ultimo aggiornamento:  13 febbraio 2017 9:39

Imprese, cresce il terziario

Dalle elaborazioni del Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena risultano 74.557 imprese registrate al 31/12/2016, con un saldo annuale pari a -38 imprese derivante da 4.277 iscrizioni e 4.315 cessazioni. Il relativo tasso di sviluppo diviene pari a -0,05%, più elevato della media regionale (-0,32%), ma più basso del totale nazionale (+0,68%) che pone Modena al settantaquattresimo posto della classifica delle province italiane. La variazione tendenziale di Modena risulta pari al -0,1%, anche in questo caso il dato regionale risulta più negativo -0,5%, mentre va meglio il totale nazionale +0,3%. Analizzando solamente il quarto trimestre 2016, le imprese registrate risultano in diminuzione passando da 74.825 a 74.557. Il saldo, pari a -268 posizioni, risulta leggermente inferiore agli anni precedenti, tuttavia le iscrizioni e le cessazioni delle imprese hanno un carattere stagionale e tale diminuzione è fisiologica e tipica del quarto trimestre di ciascun anno. La rispettiva variazione congiunturale risulta pari a -0,4%. Analizzando la forma giuridica, le società di capitale registrano un incremento più contenuto rispetto agli anni precedenti (+1,7%) proseguendo tuttavia un trend di crescita che dura ormai da diversi periodi; tutte le altre forme giuridiche sono in calo, persino le ‘altre forme’ (-0,5%) che negli ultimi anni hanno sempre registrato performance positive. Continua la diminuzione delle società di persone (-2,2%) e delle imprese individuali (-0,7%). Anche le imprese attive, cioè quelle che hanno dichiarato l’effettivo inizio di attività, sono in lieve diminuzione nel 2016 (-0,4%). Tra i macrosettori economici continua la discesa delle imprese del manifatturiero (-1,3%), dell’agricoltura (-1,2%) e delle costruzioni (-1,1%). Migliore è l’andamento nel terziario, dove quasi tutti i settori mostrano un numero di imprese in crescita. In particolare il ‘noleggio e attività di supporto alle imprese’ aumenta del 4,0%, l’istruzione privata del 2,8% e i ‘servizi di informazione e comunicazione’ dell’1,6%. Unici settori negativi risultano le attività immobiliari (-2,1%), il ‘trasporto e magazzinaggio’ (-1,5%) e le attività finanziarie e assicurative (-0,8%).