Ultimo aggiornamento:  7 agosto 2017 10:28

Innovazione italiana in Russia

L’azienda di Fiorano, Gruppo System, guarda ad est, innova e cresce ancora

L’ultimo nato in casa Laminam è nel Parco Industriale Vorsino, in Russia, 100 km fuori Mosca. L’inaugurazione è avvenuta circa tre mesi fa, alla presenza di autorità russe ed italiane. È una nuova tappa dell’azienda di Fiorano, fiore all’occhiello del Gruppo System, specializzata nella produzione di lastre di ceramica di grande formato e minimo spessore. L’azienda di Fiorano prosegue il suo percorso di crescita: tra investimenti, innovazione, ricerca e sviluppo, neppure intaccato dalle difficoltà economiche che hanno segnato gli anni appena trascorsi. Verrebbe da dire, “Nella crisi le opportunità maggiori”: una frase fatta il più delle volte, non in questo caso però, come conferma Alberto Selmi l’AD di Laminam.

Selmi, partiamo dalla fine: perché la Russia? Considerati anche i recenti risvolti di tipo internazionale?
“Al di là della situazione, non siamo stati i primi, né saremo gli ultimi a scegliere di produrre in Russia. I nostri prodotti sono sempre stati accolti con favore, già nove anni fa quando il Paese era tra quelli, a livello mondiale, più aperti alle novità. Laminam da subito è stata in grado di ritagliarsi un ruolo di primo piano, per la qualità espressa nelle sue lavorazioni. E ancora oggi, il nostro prodotto risulta tra i più innovativi, interessanti ed apprezzati, specie in ambito architettonico. Presupposti che hanno creato le basi per una partnership di tipo industriale finalizzata a uno stabilimento di produzione russo a marchio Laminam, progetto portato a termine e reso operativo a tutti gli effetti quest’anno, con l’acquisizione della maggioranza della società ‘Laminam Rus’. E questo perché? Perché da un lato restiamo convinti che produrre in loco e vendere sul mercato russo ha un valore più alto oggi, rispetto a qualche anno fa. Dall’altro, acquisiamo una presenza diretta in Russia e una posizione strategica: per essere più vicini all’utente finale, abbattendo barriere logistiche e rendendo la distribuzione più efficace”.

La Russia è grande, dove si trova di preciso questo nuovo sito produttivo e in che modo produrrete?
“Nell’Oblast di Kaluga, un’area industriale di primo piano nel cuore della Russia Centrale Europea, a circa 100 km dalla capitale a cui è collegata da strade e ferrovia. Lo stabilimento del Parco Industriale Vorsino è destinato a produrre lastre 1000×3000 mm con spessore 3 e 5 mm, e a servire sia il mercato interno che quelli limitrofi. Attualmente impiega oltre 60 persone. Contiamo però progressivamente di aumentare la produzione: il nostro obiettivo è quello di arrivare nel 2018 a un milione di mq annui di lastre e puntiamo ad arrivare a 100 dipendenti entro fine anno. Un investimento – il secondo in pochissimo tempo – importante per il quale il gruppo prevede una crescita entro il 2019 di un ulteriore 20%. Anche nello stabilimento russo il sistema produttivo è altamente automatizzato, supervisionato dall’headquarter di Fiorano del quale impiega le medesime tecnologie Made in Italy”.

Sono elementi che richiamano all’industria 4.0, di cui siete pionieri. Ecco, poco meno di un anno fa avete avviato anche un’importante unità produttiva a Borgotaro: può tracciare un primo bilancio o è prematuro?
“Borgotaro (45.000 m2 per un investimento impiantistico del valore di oltre 30 milioni di euro), è stato pensato per le nuove linee produttive di lastre ceramiche nel formato 1620x3240x12mm. Un tipo di prodotto con cui stiamo approcciando il mercato dei marmisti e dal quale riceviamo risposte importanti, destinate a crescere. A Borgotaro è legato il successo di Laminam in Italia, e non solo, nei prossimi anni. Il grado di innovazione con cui operiamo è senza precedenti e destinato ad avere significativi ritorni quanto prima. Ci piace però pensare che sia possibile migliorare ulteriormente”.

Quindi ricerca e sviluppo sono un caposaldo in azienda giusto?
“La nostra fortuna è quella di far parte di un gruppo (Gruppo System) in cui questi elementi rappresentano una priorità che poi si riflette sul prodotto e sull’utente finale. Si investe molto in termini di innovazione, caratteristica base del DNA di Laminam già al momento della sua nascita”.

E il mercato come risponde a questo concentrato di ‘produzione innovativa’?
“Positivamente. L’innovazione di prodotto si è rivelata più forte della crisi dell’edilizia e delle costruzioni, facendoci crescere in un periodo per molti difficile. Ad oggi esportiamo una quota di prodotto che varia dal 65 al 75%. Siamo presenti in tutto il mondo con il Nord America – USA, Canada e Messico – nostro primo mercato di riferimento. Riscontri positivi sempre in termini di fatturato, oltre ad una presenza capillare, li abbiamo in tutta Europa da cui emergono le buone performance del mercato polacco, dove siamo presenti con uno showroom a Varsavia. Cresciamo in modo interessante, da un paio d’anni anche in Cina, dove stiamo valutando una joint venture con un distributore locale, visto il forte apprezzamento per design e la qualità made in Italy, mentre abbiamo già iniziato a lavorare con l’Iran”.

Quali i mercati da cui nei prossimi anni arriveranno le maggiori soddisfazioni?
“Nord America e Cina, ma non escludiamo sorprese. Crediamo nel nostro prodotto, nella qualità e nei valori che è ancora in grado di garantire nel mondo il vero Made in Italy: fattori distintivi anche 2000 km di distanza”.

 

Scheda LAMINAM
Specialista nella produzione di lastre ceramiche di grande formato e minimo spessore per l’architettura e l’arredo, è la prima azienda ad avere industrializzato il processo manifatturiero. Nata nel 2001 da un’intuizione dell’Ing. Franco Stefani che ha pensato a questo prodotto innovativo brevettandone la tecnologia e immaginandone le applicazioni, produce le proprie superfici ceramiche avvalendosi di impianti all’avanguardia realizzati dal gruppo System di cui fa parte. Lo stabilimento principale è a Fiorano Modenese, al quale si sono aggiunti due nuovi siti produttivi che triplicheranno la capacità produttiva: il primo a Borgotaro (PR) interamente dedicato alle lastre nel formato 1620x3240mm e il secondo in Russia nel Parco Industriale Vorsino poco distante da Mosca, riservato esclusivamente alle lastre 1000x3000mm. Con un fatturato consolidato di circa 68 milioni nel 2016 e un trend di crescita del 30% (50 milioni nel 2015 e 40 nel 2014), l’azienda esporta i suoi prodotti in Europa e Nord America, Paesi del Golfo, Russia ed Estremo Oriente e vanta una distribuzione nei 5 continenti. Conta ad oggi 346 dipendenti di cui 90 a Borgotaro e 62 in Russia.

Filippo Pederzini