Ultimo aggiornamento:  23 gennaio 2017 9:46

La specialità contadina al centro della tavola

Lo confesso ai miei due fedeli lettori: gli agriturismi non li amo particolarmente perché, rifacendo il verso a Camillo Langone, arguto scrittore, “generalmente dove arriva l’agriturismo se na va l’agricoltura e resta il turismo”, in ossequio alla plurisecolare, ma sempre attuale, legge economica della moneta cattiva che scaccia quella buona. Infatti il turismo – l’attività più sradicante e indifferente che esista – e l’agricoltura – l’attività più radicata e premurosa che vi sia – sono come “il diavolo e l’acquasanta”. Le eccezioni però ci sono e una di queste è l’Agriturismo Grimandi Tonino a Piumazzo di Castelfranco Emilia, gestito dalla omonima famiglia, ora alla seconda generazione con la terza che scalpita, che arrivò in questa località come coltivatrice dell’omonimo podere nel 1935.

Le prime notizie di questo podere risalgono addirittura all’anno 906, quando era posseduto dal Monastero femminile di Santa Giulia di Brescia. Ma è nel Seicento che si apre un nuovo capitolo di questo edificio, dalla caratteristica forma a corte ad U con la casa colonica al centro, le stalle e i granai a lato, che lega il nome con il quale è conosciuto tuttora.

Nell’edificio aveva infatti la sede un’opera assistenziale che si occupava della cura degli orfani: l’Istituto dei Bastardini che da il nome anche alla strada che ha mantenuto appunto il nome di Via Bastarda.

Qui le regole dell’agriturismo che prevedono che il lavoro dei campi prevalga sul lavoro dei tavoli e che i pasti somministrati siano a base di materie prime prodotte in azienda, come dire piatti tradizionali e sapori di una volta, sono rispettate davvero!

Tutta la famiglia Grimandi è impegnata tra i campi e il ristorante: il titolare Roberto in sala – ma lo vedrete spesso sul trattore e per i campi a sorvegliare ed accudire i frutteti e i vigneti – aiutato dal figlio Fabio, la moglie Elisabetta invece in cucina, una cuoca, ancorché autodidatta, completa, coadiuvata dall’altro figlio Federico.

Si pranza nella casa colonica recuperata con gusto e con alle pareti appesi antichi attrezzi agricoli, dal corridoio centrale davvero suggestivo con in fondo una vetrata luminosa e a lato diverse sale, una di esse con un grande camino.

Qui niente rischi né il benché minimo ghirigoro, vanno di scena solo grandi piatti della tradizione emiliana, alleggeriti intelligentemente nei sapori e riletti modernamente nelle cotture, cucinati in maniera ineccepibile, senza però mai perdere l’incisività e serviti in porzioni ricche e abbondanti per non scontentare nessuno.

La partenza del pranzo è di quelle che si ricordano con i calzagatti fritti di francescana semplicità ma anche di grande bontà, poi le lasagne in sfoglia bianca tirata a mano alla bolognese ma anche alle verdure e ai carciofi, tagliatelle al ragù, tortellini in doppio brodo di carne, coniglio alla cacciatora, un morbidissimo e voluttuoso guanciale di vitello e il vigoroso lombo alla saba. Ogni classico è eseguito con rispetto e una grande tecnica. Non mancano ovviamente “il” gnocco e le crescentine (tigelle) serviti con salumi selezionati.

Tenetevi il posto però per la grande scelta di dolci fatti in casa dove spiccano la sostanziosa zuppa inglese e la crostata alle amarene.

Piccola cantina che doverosamente premia il territorio con il Lambrusco e il Pignoletto in evidenza.

Per chi desidera si può anche pernottare in due confortevoli camere anch’esse ristrutturate in sintonia con l’ambiente agreste circostante.

Un modello di agriturismo costruito sulla semplicità, un esempio che andrebbe tradotto e replicato in ogni importante provincia italiana per salvaguardare l’identità gastronomica.
Agriturismo Grimandi Tonino
Via Bastarda n° 9/11 Piumazzo di Castelfranco Emilia (Mo)
Tel. 059/934330 – 059/934247 Cell. 347/0708571
www.agriturismogrimandi.it
Stefano Reggiani