Ultimo aggiornamento:  4 maggio 2016 6:10

Labeerinto: birra maestro

Prendete 10 persone, con in comune una forte passione per la birra. Più o meno giovani, e ognuno con esperienze diverse alle spalle. Tutti però con una gran voglia di mettersi in gioco. Ecco fatto Labeerinto, nuova realtà imprenditoriale modenese per la produzione di birra artigianale. Start up giovane, ma con già all’attivo due punti vendita nel cuore storico di Modena e un birrificio che entrerà in funzione tra pochissimo sempre in città, conferma il trend in ascesa – magari a rilento, ma sempre in ascesa – della produzione e del consumo di birra ‘alla modenese’. Una scommessa se si vuole, che trova però risposta nell’incremento degli estimatori del prodotto artigianale e in un tipo di mercato in cui domanda al momento non manca.

Quasi una compagine calcistica, verrebbe a dire, se non fosse che manca l’undicesimo. Ma a sorprendere è il gioco di squadra che caratterizza questi 10 soci, “ciascuno con la propria storia – premette Marco Cavani, insieme ad altri del gruppo con un passato nelle file del Modena Rugby – La voglia d’intraprendere e di fare gruppo per creare un prodotto unico sono alla base del nostro progetto, che ha portato persone così differenti verso una sola direzione comune. Le diverse esperienze ci aiutano a collaborare al meglio, originando un prodotto artigianale di alta qualità e mostrando il lato migliore del fare – e bere – la birra: l’amicizia.” Un passo indietro è quindi d’obbligo. “Labeerinto è un progetto che nasce nel 2012. La promozione del prodotto avviene attraverso le fiere di settore, mentre prende forma l’idea di realizzare un brewpub: locale con annessa la produzione. Le difficoltà che sorgono a riguardo legate alle norme severe che regolano le start up ci hanno costretto a mutare il progetto iniziale optando per più punti vendita ed un sito di produzione”. Produzione che parte inizialmente nel trevigiano, ma che ora assicura Marco sarà presto modenese”. “Stiamo ultimando l’allestimento dello stabile nella zona industriale di Modena est, che ospiterà l’impianto di produzione pronto ad entrare in funzione”

Le birre di Labeerinto sono tutte artigianali, fatte con metodi naturali e senza additivi usando prodotti di qualità. Si inizia con la macinatura dell’orzo maltato. Una volta macinato viene cotto in acqua, filtrato e fatto bollire con il luppolo. Nuovamente filtrato, il mosto ottenuto viene raffreddato, si aggiungono i lieviti, si lascia fermentare. quindi si procede la spillatura e la degustazione. Le birre prodotte da Labeerinto sono: una Helles a bassa fermentazione, una Weizen di frumento ad alta fermentazione; quindi una Ale ad alta fermentazione e un’Ipa ad alta fermentazione luppolata; una Marzen della famiglia delle pale lager, una Blanche e la Stout, l’ultima nata. Per ciascuna un nome che richiama alla mitologia greca di Creta e del noto labirinto: Teseo, Arianna, Minosse, Dedalo…

Due i pub per la degustazione/consumo e vendita, entrambi nel centro di Modena: in zona San Francesco e in Pomposa. Quanto alla produzione attualmente siamo intorno, tra tutte le tipologie ai 25 mila litri, “che coprono – aggiunge Marco – il fabbisogno dei due locali. Siamo partiti da pochi mesi, il riscontro in termini di clientela è positivo e sta ripagando per ora il lavoro fin qui fatto, In tanti ci sono venuti a cercare. Non manca inoltre nemmeno la produzione di birra in bottiglia, che abbiamo in progetto di ampliare per poi promuoverla e commercia-lizzarla”. Non è l’unico sogno però questo tra quelli nel cassetto di questi ragazzi: “Stiamo pensando di aprire altri locali e non solo a Modena e ci piacerebbe arrivare a realizzare in futuro una birra modenese a km 0. Con il luppolo della zona dato che siamo a conoscenza di progetti di coltivazione già avviati, malto compreso – anche se la malteria, precisa, al momento resta difficile da trovare – avviando un percorso insieme all’Istituto Agrario Spallanzani di Castelfranco Emilia. Ci stiamo lavorando”. L’ultima riflessione va a fatturato e prospettive: “Aprire un birrificio non si diventa ricchi. Nel nostro caso ci siamo totalmente autofinanziati per non avere debiti. Ora coi locali qualche margine c’è, che viene prontamente investito in promozione, produzione e nel pagamento del personale. È un’altra nota lieta questa, non l’unica però – chiosa Marco – abbiamo scoperto che tra birrifici più che concorrenza c’è molta collaborazione: ci si da nel caso una mano a vicenda. Cosa siamo convinti che permetterà al settore di crescere ulteriormente”.

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