Ultimo aggiornamento:  4 luglio 2017 8:50

L’imballaggio cresce

Toni baldanzosi all’Assemblea annuale di Ucima, in quel di Baggiovara. L’Associazione dei costruttori di macchine automatiche per imballaggi non ha timore di abbandonarsi all’entusiasmo e di dismettere un certo autocontrollo. Il commento ufficiale esordisce con “Scoppia di salute l’industria italiana delle macchine per il confezionamento e l’imballaggio”.

Il Presidente Aureli e il direttore Gambuli tratteggiano dunque l’andamento di un settore, che vede nel biennio 2016/7 una netta espansione.

“Il settore cresce sia in Italia che all’estero – spiega Gambuli – il fatturato globale cresce del 6,6%, mentre l’ Italia sale del 10%”, toccando 1,3 miliardi su 6,6 totali, in un comparto, dove l’export rappresenta l’ 80% dell’intero mercato .

Il dato italiano è ancora più significativo in ragione del fatto che il mondo del packaging è poco influenzato dagli incentivi diretti, come quelli del Piano Calenda di Industria 4.0, di cui beneficiano grandemente i costruttori di macchine per ceramica.

Il numero delle aziende del settore tocca le 601 unità contro le 588 del 2015; l’occupazione cresce di 1.738 unità – ben il 6,2% in più – per un totale di 29.644.

In un mercato molto competitivo “gli operatori più grossi si stanno rafforzando e strutturando meglio” – spiega ancora il Direttore – 19 imprese hanno in mano il 55% del fatturato di settore e sono molto attive in acquisizioni fatte all’ estero, anche fuori dall’Europa.

Il trend dei mercati procede positivamente, “i mercati vanno bene tutti e operando su tutti gli scacchieri, cavalchiamo una crescita di domanda ottima – sintetizza – siamo i migliori integratori con la nostra offerta di elettronica e meccanica” e la prospettiva di crescita è significativa anche nei prossimi tre anni.

Il presidente Enrico Aureli, amministratore delegato di Aetna del Gruppo Scm di Rimini, puntualizza “Il 2016 è stato un anno brillante, ma abbiamo toccato un più 12% nel primo trimestre dell’ anno 2017 sullo stesso periodo del 2016”. Il 2015 invece era stato un anno di stasi. Nel 2017 si prevede una crescita a livello mondiale del 5% dell’imballaggio, con andamenti un po’ differenziati: le macchine per il “food” crescono più dei quelle del settore “beverage”. “I clienti hanno una marginalità importante, come Kraft o Coca Cola, ma non la riversano sui fornitori”, ma i trend sono brillanti: il food ad esempio cresce con una media dell’11%.

Il mercato mondiale supera i 50 miliardi di acquisto di impianti e macchinari per il packaging e non sta a guardare a Cina, che ha un po’ rallentato , ma ha fatto grosse operazioni, come le acquisizioni di Fanuc in Giappone e di Kuka in Germania.

Le imprese italiane sono corteggiate oltre che dai cinesi anche dagli americani, ma Aureli ammonisce “Bisogna evitare che succeda quello che è già successo nel mondo della moda, dove i francesi si sono comprate tante eccellenze”.

Argomento scottante la gestione delle fiere: “Stiamo cercando alleanze internazionali – spiega Aureli – ma è difficile e lento negoziare con i tedeschi”. Intanto si punta su IPACK-IMA, acquistata in maggioranza da Ucima, che si aprirà a maggio 2018 a Milano e in cui torneranno ad esporre Ima, Marchesini e Coesia , i big bolognesi, che formano la “Packaging valley”.

Conclude il direttore Gambuli “Questo è un settore che cresce e crescerà. Cercheremo di restare protagonisti nel mondo e crescere non meno di quanto cresce il mondo.

Cerchiamo, anche con la prossima fiera, di fare una giocata italiana in un panorama mondiale”.

Giorgio Pagliani