Ultimo aggiornamento:  25 ottobre 2017 9:54

‘Luxury Wine’: l’alta moda del vino

Progetto di Enrico Manzini ed Emanuele Malvolti. Primi in Italia. Già diverse le adesioni di case vinicole locali e nazionali. Stranieri entusiasti

Quando si beve il vino si bada alla sua qualità. Ora provate a pensare se, quella stessa qualità venisse sottolineata ancora prima di stappare la bottiglia. Non solo attraverso il prezioso lavoro delle guide enologiche, ma se fosse identificabile già ad occhio nudo per un rivestimento particolare della bottiglia medesima. Possibile? Sì, lo è. Grazie ad un’idea – non ve ne sono altre in Italia di simili al momento, sono stati i primi – originale, sviluppata e realizzata da due giovani Emanuele Malvolti ed Enrico Manzini. Insieme, hanno creato ‘Luxury Wine’, un nuovo brand che indica sia il produttore che il contenuto della bottiglia: un vino di lusso. Si tratta di un packaging particolarmente curato – al tatto ricorda il velluto, identificabile ad occhio nudo, e destinato a rivestire le bottiglie di vino di alta qualità. Realizzato, scegliendo materiali di prim’ordine, col lavoro e l’abilità di diversi artigiani locali. L’obiettivo? Valorizzazione e promozione del prodotto e del territorio: modenese prima, emiliano-romagnolo poi e infine Italiano. Risultato? Alla soddisfazione del palato e dell’olfatto per il vino ovviamente, si aggiunge quella dell’occhio (che così ha la sua parte…). Neanche a dirlo, ci sono già stranieri che stanno apprezzando parecchio idea e prodotto, come non manca neppure qualche nome altisonante italiano. E siamo solo all’inizio.

Nulla di simile in Italia. Parte della fortuna del territorio modenese si chiama innovazione, da sempre. Non importa il settore: la ricerca costante della qualità di prodotto, porta ad ingranare di continuo quella marcia in più, foriera di nuovi progetti ed idee che consente oltre alla lungimiranza, di fare la differenza sui mercati. Anche ‘Luxury Wine’ viaggia in questa direzione. Era partito Enrico Manzini oltre un anno fa con la cantina di famiglia Corte Manzini, rivestendo alcune delle sue bottiglie di lambrusco grasparossa e di spumanti con un packaging particolare: non il solito involucro di cartone, ma qualcosa che avvolgeva la forma della bottiglia esternamente. Il riscontro fu immediato: piacque e convinse. Studia quindi la cosa con Emanuele Malvolti, ed emerge che in Italia non esiste ancora niente di simile che propone vini pregiati in bottiglie di prestigio. Non solo il progetto è originale e innovativo, ma il mercato a riguardo, è una prateria da conquistare. “L’idea era quella di valorizzare, elevandolo ulteriormente, il vino prodotto in Italia, all’estero – dicono – con qualcosa che rimanesse impresso già al primo colpo d’occhio. Qualità del vino d’accordo, ma anche qualità di ciò che lo contiene. Non c’era nulla del genere e tutto lo spazio quindi di creare un nuovo brand ed essere così i primi”. Un passo significativo a cui ha fatto seguito quello della ricerca dei fornitori di materiali, degli artigiani e delle cantine, in giro per l’Italia a proporre il progetto, “Molte delle quali a cui ci siamo rivolti, dopo un primo momento di sorpresa hanno apprezzato con entusiasmo e già stiamo lavorando per loro. Mentre siamo al lavoro per essere operativi da settembre date le consegne già in programma in previsione del Natale: come regalo si presta molto bene”.

Un’alta moda del vino? Prematuro probabilmente per dirlo anche se verrebbe da pensarlo. Nel rivestimento della bottiglia ci sono bellezza ed alta qualità di materiali che ne garantiscono una certa originalità. L’involucro poi mantiene il vino alla giusta temperatura e, una volta bevuto, proprio perché bello da vedere, resta come ricordo. “Al di là del nome del produttore – spiegano Manzini e Malvolti – o della cantina, è la bottiglia stessa che può pure essere personalizzata: per singole persone, eventi o momenti particolari, se non addirittura con loghi aziendali o di locali quali enoteche o ristoranti. Si parte da bottiglie da 0,375 lt, passando per quelle normali da 0,75 lt, i magnum fino ad arrivare a quelle da 12 litri. Aggiungiamo il fatto che, per clienti molto esigenti siamo in grado di far eseguire lavorazioni ai nostri artigiani, anche con oro ed argento. Puntiamo a promuovere un made in Italy e, ci sia concesso, un made in Modena, di livello elevato e sicuramente apprezzato. In cui l’ec-cellenza del vino di qualità (ma non escludiamo anche quelli più commerciali) si fonda anche con qualità dei materiali e con quel lavoro artigianale che fa la differenza e che tanto piace all’estero”. Ed da qui che sono arrivate le prime forti manifestazioni di interesse, alle quali sono seguiti i primi ed importanti ordini: Germania, Svizzera, Norvegia, Stati Uniti in testa, come pure da qualche Paese arabo per i prodotti non alcolici. Quanto alle cantine aderenti, come detto poc’anzi, sono già oltre una decina: dal territorio modenese ed emiliano oltre che diverse di altre regioni italiane.

Proprio perché è il primo progetto del genere, la strada per fare bene, sembra in discesa. Se non fosse che una legge specifica al riguardo, su di un prodotto di questo tipo, non c’è. O meglio esiste per le cantine, ma non per le aziende che lavorano conto terzi. “È un altro ostacolo che stiamo cercando di superare, anche per ottenere l’esclusività di vendita del prodotto. Ma siamo a buon punto – chiosano – Unitamente a quello della ricerca di materiali sempre più specifici per la conservazione migliore della bottiglia e del suo contenuto. In fondo non a caso abbiamo optato per ‘Luxury Wine’ come marchio che indica al tempo stesso il nome dell’azienda, la nostra e il vino contenuto nelle bottiglie: un vino di lusso”.

Filippo Pederzini