Ultimo aggiornamento:  4 luglio 2016 10:19

MARCO VALMORI, Salumificio F.lli Guerzoni di Maranello

È un punto di vista autorevole quello di Serafino Cremonini direttore commerciale Inalca, sulla fiera, perché presenti da anni, e sul settore, quello della carne e degli allevamenti, essendo il primo polo in Italia della filiera bovina. “Proveniamo da un 2015 positivo, in particolare per la crescita che ha significato per il nostro gruppo – allevamenti, lavorazione carni, fatturato – nonostante il settore sia stato messo in discussione in più di un’occasione da critiche mosse da un’opinione pubblica che mal vede il nostro ambito produttivo: vegetariani e vegani in testa. Non ci facciamo impensierire comunque. Come obbiettivo abbiamo la qualità e l’alto valore nutrizionale delle nostre carni.” Il Made in Italy poi. “Rappresenta un valore aggiunto, dal momento in cui il prodotto italiano ha molta richiesta. Ad esempio sulla carne in scatola, dove molti player arrancano noi continuiamo a crescere. E anche per questo la tutela ha un suo peso: dovrebbe essere tutelato di più il prodotto italiano proprio per la qualità che riesce ad esprimere e garantire con allevamenti italiani e lavorazioni in Italia”. La fiera invece la definisce sostanzialmente positiva in quanto “Al centro della Food valley; un punto di riferimento per le eccellenze del cibo italiano ormai internazionale”; e poi il TTIP: “Penso che possa avere ricadute positive dal momento in cui abbiamo interesse ad esportare certo però nel rispetto delle regole dall’una e dall’altra parte.” Il Gruppo Cremonini ha realizzato nel 2015, un fatturato complessivo di 3,4 miliardi di euro (il 43% dalla distribuzione; il 42% dalla produzione e il 15% dalla ristorazione) e ricavi totali consolidati per 3.372,3 milioni di euro.