Ultimo aggiornamento:  5 ottobre 2017 8:21

Marmomac: Modena cresce a doppia cifra

Una fiera promossa a pieni voti. Nessun pubblico delle grandi occasioni, ma visitatori o sarebbe il caso di dire professionisti quasi interamente del settore: oltre 68mila. Incontri proficui dunque, ma quel che più conta secondo quanto dichiarato dai modenesi (pochissimi, lo ribadiamo) presenti, “Eccellente punto d’incontro per comparto a livello globale”, Interesse in forte aumento, vendite effettuate e contratti chiusi già nel corso della quattro giorni veronese.

È positivo il bilancio che la Modena del marmo traccia per il Marmomac 2017, il salone internazionale della pietra naturale conclusasi sabato scorso a Verona. Confermata la  forte crescita del I° semestre 2017, dopo un 2016 di sostanziale consolidamento delle posizioni.

Una decina le aziende dalla provincia modenese (un paio in meno rispetto lo scorso anno) come avevamo anticipato, suddivise tra produttori di macchinari, lavoratori del marmo e fornitori di prodotti per la lavorazione e conservazione della pietra naturale. In rilievo per tutti o quasi, il buon trend che attualmente sta caratterizzando questo particolare ambito: conformemente all’andamento generale, a porsi in evidenza sono gli incrementi di fatturato che oscillano tra il +10% e il +15% (mentre c’è chi a luglio è già arrivato a budget per il 2017…). Il momento favorevole ha poi coinciso con nuove assunzioni ed ‘esplorazioni’ di nuovi mercati. L’industria 4.0 anche tra i piccoli e medi, specie nell’analisi dei dati non è più un mistero.

Fortissima – altro elemento rilevante – l’attenzione posta dagli stranieri per tecnologia  meccanica e produzione di lastre di grosse dimensioni, made in Modena, con l’interesse maggiore giunto da parte di cinesi e indiani. Il bicchiere quindi risulta mezzo pieno, e forse anche qualcosa in più, con l’export che fa da traino – mentre qualcosa pare muoversi pure sul mercato italiano – facendo incrementare fatturati. A margine solo qualche nota  già emersa gli anni scorsi: “Occorrerebbe meno burocrazia – fanno notare – ed un maggior sostegno a partire dalla promozione specie sui mercati esteri.”

(fp)