Ultimo aggiornamento:  27 settembre 2017 3:28

Solo in dieci, ma in buona salute

Poche, ‘pochine’, ma pur sempre imprese che operano nel settore del marmo. Chi con i macchinari, chi per la posa delle lastre, chi con le lastre stesse. Una nicchia per Modenaquesto settore, una nicchia la sua presenza alla 51esima edizione del Marmomacc, il salone internazionale per la filiera della pietra naturale, in scena a Verona dal 27 al 30 settembre. Fiera top a livello mondiale e fulcro del business, conta quest’anno almeno 1650 espositori, provenienti dal 56 Paesi differenti. Di questi una decina sono modenesi (multinazionali comprese che operano sul territorio). Nessuna pretesa, dato appunto la nicchia che rappresenta e date realtà – pensiamo al Veneto e alla Toscana – che per ovvie ragioni la fanno da padroni. Si va comunque da marchi noti come Laminan e Schluter System Italia, passando per Ferrari & Cigarini, General Industria Chimica, Isep, Officine Meccaniche Spallanzani, Tecnema Technology, Tecnobm, a FC, fino a Nuova Cava Varana, la cava nei pressi di Serramazzoni.
Aziende che in buona parte seguono il trend positivo del momento – era così anche lo scorso anno – trainato però quest’anno dal ‘grezzo’ e dai macchinari per la lavorazione (capitolo su cui il made in Modena anche in quest’ambito per elevata qualità continua a dire la sua e a fare la differenza). A livello mondiale richiedere la tecnologie italiana, modenese compresa, sono principalmente Egitto, Cina, Iran ed India. Un andamento generale tutto sommato positivo che supplisce la lieve flessione che hanno avuto i lavorati e i semi lavorati: nei primi sei mesi dell’anno infatti, dopo il leggero calo in chiusura 2016, l’intero settore è tornato in positivo con un incremento del 26,3% solo per quello che riguarda i macchinari. Risultato da consolidare oltre che confermare nella seconda parte dell’anno.
(fp)