Ultimo aggiornamento:  30 maggio 2016 8:24

Meccanica di precisione made in Mirandola

Questa è una storia di tradizioni, di fatica, lavoro e successo. Una di quelle storie che parte praticamente da zero, o quasi, per arrivare in alto. Da un capannone di 250mq, acquistato sulla carta, ad un’azienda di 2.000mq, da 2,5 milioni di euro di fatturato e con 30 dipendenti. Questa storia ha inizio nel luglio del 1980 a Mirandola, quando tre soci, i fratelli Verri e il signor Rebecchi, avviano la società V.R.V., proprio come le iniziali dei cognomi. All’inizio è poco più che una realtà artigianale con un solo dipendente (che lavora ancora in azienda), portata avanti con tanta passione e la (pressoché inesistente) tecnologia consentita dai macchinari dell’epoca. Nel 2003 inizia quel processo di svolta che permetterà all’azienda di crescere esponenzialmente nell’arco di un decennio e diventare un’officina meccanica di precisione con commesse da Italia e estero: V.R.V. s.n.c. si trasforma in Vierrevi s.r.l.. Cambia poco? Forse, ma è il primo passo verso una modernizzazione della realtà mirandolese. Un processo che subisce una decisiva accelerazione con l’ingresso dei figli, Antonio e Davide, che rilevano le quote dai genitori. Il primo ha maturato esperienze in multinazionali e altre aziende, in uffici tecnici e commerciali, mentre il secondo ha sempre lavorato nell’azienda di famiglia. I due cugini avviano così una trasformazione dell’azienda, rinnovando il parco macchine e investendo in tecnologia e innovazione. Il 2009, come per tanti, è un anno difficile, cambiano molte cose a livello di mercato. Ma si sa, le difficoltà rendono forti i tenaci. Nel 2010 viene liquidato il terzo socio e viene acquisito il capannone a fianco che, di fatto, ne raddoppia la superficie produttiva; questo investimento permetterà a Vierrevi di continuare a crescere. Il 2011 vede il conseguimento di un altro importante obiettivo: la certificazione di Qualità  ISO 9001:2008. Nel 2012 arriva una delle prove più dure della vita aziendale e umana per titolari e dipendenti. No, non la crisi, ma il terremoto: le tremende scosse del 20 e 29 maggio scuotono anima e corpo, pur risparmiando, fortunatamente, danni irreparabili agli immobili. “Siamo stati fortunati – ricorda oggi Antonio Verri, non senza commozione – un capannone vicino ai nostri è crollato e sotto le macerie purtroppo ha perso la vita il titolare”. Il riferimento è alla tragedia della Aries, in cui perse la vita il titolare Mauro Mantovani. “Siamo riusciti a ripartire – spiega ancora Verri – subito dopo la prima scossa, poi, con la seconda, ci siamo dovuti fermare: ma non ci siamo arresi. Nell’agosto dello stesso anno, grazie allo straordinario lavoro fatto, e per il quale va un mio personale ringraziamento agli Ingegneri Riuniti di Modena, eravamo di nuovo “in pedana”. Da subito ci siamo dati da fare per gestire le commesse e non perdere il contatto con i clienti, neanche durante i lavori”. Con il sisma alle spalle, nel 2014 Vierrevi diventa industria, lavorando direttamente con i settori dell’automazione, dell’alimentare (soprattutto nel labeling, da cui proviene oltre il 50% del fatturato), del packaging e, indirettamente, anche per motorsport e automotive. Un settore, quello del motorsport, caratterizzato da lavorazioni stagionali e che impone ritmi serrati, a volte difficili da seguire per una realtà medio-piccola. “Ironia del destino – racconta Verri -, proprio nel pomeriggio del 29 maggio dovevamo ricevere la visita di un responsabile dell’ufficio acquisti della Gestione Sportiva Ferrari. Ovviamente l’incontro non c’è stato a causa del sisma, ma tutto sommato va bene così. Lavorando direttamente per il motorsport, avremmo forse dovuto trascurare un po’ i nostri clienti storici, cosa che non possiamo accettare; è infatti nostra convinzione che il rapporto che abbiamo instaurato nel tempo vada oltre ai singoli particolari lavorati”. Una caratteristica di Vierrevi, che si occupa della fornitura completa, dall’acquisto della materia prima alla lavorazione, fino al prodotto finito, è la forte propensione all’export: “Sono convinto – sottolinea Verri – che in futuro potremo sopravvivere e crescere solo con l’export. Da due anni, insieme a Confimi, stiamo compiendo un percorso di internazionalizzazione, che adesso sta iniziando a dare i suoi frutti, con contatti interessanti”. Oggi Vierrevi è un’azienda in continua espansione, che investe sui giovani da formare: “Oggi è difficile trovare personale specializzato”.

Daniele Franda