Ultimo aggiornamento:  10 luglio 2017 4:32

Mi specializzo e svolto

Prima la scelta di lasciare la termoidraulica, poi quella di orientarsi al settore delle coperture industriali ad impatto ambientale. E l’azienda di Sassuolo ha messo il segno più

A volte è una scelta fatta al momento opportuno quella che consente di porre le basi per fare la differenza. E così è stato per BECA COPERTURE SRL, realtà imprenditoriale di Sassuolo, guidata, sin dalla nascita, da Marcello Beneventi e Graziano Caselli. Oggi azienda leader e punto di riferimento nelle coperture industriali di alta gamma e volte al rispetto dell’ambiente.

A che anno risale la nascita di Beca Coperture? A chi si rivolgeva in principio? Quando e se c’è stato, un momento per così dire di svolta? È stato significativo per questa impresa avviare la propria attività nel territorio di Sassuolo e del comprensorio ceramico? “Ci avviciniamo al trentesimo anno di età… era il 1988 quando, già operanti singolarmente nei settori della lattoneria e della termoidraulica, abbiamo dato vita a Beca Coperture. Era l’epoca in cui il mercato era orientato parecchio all’edilizia di tipo residenziale e il lavoro di certo non mancava. Eravamo in due soci in principio, gli stessi di adesso, anche se ora ci siamo allargati: contiamo su una cinquantina di persone tra dipendenti e collaboratori, molti dei quali giovani e con parecchia voglia di fare. Tornando a noi e a quel periodo, dopo pochi anni dall’avvio dell’attività l’amianto è stato messo al bando, motivo per cui abbiamo scelto di abbandonare il settore termoidraulico e di puntare al settore delle coperture industriali. Scelta che ad oggi può definirsi azzeccata. Sono state, infatti, numerose le imprese ad investire nel “green” avviando percorsi di ammodernamento: sostituendo le dannose coperture in amianto con nuove soluzioni ad impatto ambientale ed orientate al risparmio energetico, scegliendoci come partner affidabile per questo tipo di lavoro.

Ma in cosa consiste il vostro lavoro e in quali settori specifici operate? Chi è il cliente tipo di Beca e perché si rivolge a voi? Quali le competenze che mettete al suo servizio?

“Partiamo dal presupposto che tutti i clienti hanno esigenze particolari e che non si può prescindere dal loro ascolto se l’obiettivo è quello di garantire un livello di qualità elevato. Operiamo in modo traversale in molti settori aziendali: dall’industriale, all’agricolo, fino al civile, ed in parte anche in ambito pubblico. Il nostro servizio è a 360°, si articola dalla progettazione delle coperture – con materiali d’avan-guardia – all’as-sistenza post vendita. Beca Coperture è certificata ISO 9001:2015, BS OHSAS 18001:2007, con attestazione SOA ed iscrizione White List alla Prefettura di Modena.”

Quanto contano in un settore così particolare la ricerca, lo sviluppo e la formazione di personale?

“Sono uno dei punti fermi, ragione per cui occorrono una serie di formazioni e specializzazioni: nell’utilizzo dei macchinari, nell’esecuzione dei lavori e nel collaudo. Senza contare poi la specializzazione specifica che richiede la rimozione dell’amianto, per cui Beca è regolarmente iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali Sez. di Bologna per le categorie 10 A CL C e 5 CL F. Facciamo formazione in modo continuo per garantire la sicurezza durante le lavorazioni, oltre alla ricerca dei materiali per assicurare durata ed alta qualità del lavoro svolto.”

Mercato, numeri e fatturato: ha inciso la crisi o siete riusciti a tenere? Quale invece l’andamento nell’ultimo triennio, ci sono stati incrementi?

“Il mercato verso cui ci rivolgiamo è prettamente italiano, Nord e centro Italia e in particolare locale. Dopo la scelta di cui accennavamo le cose sono andate bene fino al 2012 quando, dopo la chiusura degli incentivi statali agli impianti fotovoltaici, c’è stata una flessione delle attività lavorative. Dopo un anno di assestamento e di ricerca di nuovi mercati, la crescita ha ripreso in maniera costante e di pari passo al mondo ceramico. Questo ha permesso a Beca Coperture di realizzare una crescita annuale continua del 15/20% sul fatturato. Le esperienze affrontate e superate ci hanno indotto, ad oggi, a scegliere solo il contatto diretto col cliente finale per ottimizzare al meglio il lavoro.”

E il 2017 come lo vedete?

“Al momento il trend è il medesimo dello scorso anno con già qualche incremento ulteriore nei primi mesi e col settore ceramico in testa. Contenti? Cerchiamo di essere realisti prima che ottimisti, perché soprattutto in quest’ambito, come in tutti quelli imprenditoriali i problemi non mancano.”

Filippo Pederzini