Ultimo aggiornamento:  20 giugno 2016 9:50

Modena meno modenese

Assaggio assembleare per Valter Caiumi, presidente di Confindustria Modena da un biennio, che non ha bisogno di rinnovi elettorali. A fine anno è confermato l’avvio del processo di fusione tra Modena, Bologna e Ferrara. Per il 2017 e 2018 le cariche resteranno congelate e poi con il 2019 nascerà la grande Confindustria Emilia.

Quindi, in un clima disteso, l’industriale carpigiano, reduce da una acquisizione con la sua CIFIN di un concorrente tedesco, tratteggia serenamente il panorama economico locale.

 

EXPORT
Flessione dei Bricst, persi 2,9 mil. di fatturato. Una botta inaspettata, vedi quanto è successo in Brasile, dove il Paese sembra sull’orlo di una crisi sociopolitica inarrestabile. Unica eccezione l’India, che sembrava stare nel gruppo solo perché serviva una vocale. Ora invece fa molto sul serio e quindi i Bricst sono diventati Bric, perdendo Sudafrica e Turchia (la S e la T).
L’Emilia manifatturiera cresce del 4,6%, Modena va un po’ peggio, più 4,3%: di questi tempi, per Caiumi, è un grande successo.
C’è bisogno di più crescita a livello nazionale.
Gli esportatori abituali sono molto pochi e tra questi sono ancora meno quelli che hanno delle quote superiori al 50%.

 

Filiere e Multinazionali
Bisogna mantenere la Centralità delle filiere, ma i famosi “cluster” si devono agganciare al sistema delle multinazionali, che tirano il gruppo.
Ne è prova quanto è emerso dal convegno sulla Terra dei Motori, tenutosi a Modena il 23 maggio. Sono stati decisivi in questi anni gli investimenti di Audi in Ducati/Lamborghini in terra bolognese, come quelli del Gruppo FCA in Alfa Romeo e Maserati a Modena.
Caiumi dichiara ” È vero che non avevo mai creduto che la Lamborghini potesse andare a Bratislava, ma sicuramente abbiamo dei meriti: il nostro territorio è il bacino dell’automotive, che va dagli 0 ai 10/15.000 pezzi”. In altre parole se cercate la Gran Turismo o se preferite il segmento Premium Made in Italy, dovete cercarlo nel cuore dell’Emilia.
E in particolare sulla fase critica della Maserati, il Presidente, pur non impicciandosi del futuro di aziende non associate, nota “È molto importante che l’ aspetto progettuale sia vicino a quello manifatturiero”, ma aggiunge ” secondo me stanno cercando di identificare quale sia il prodotto più adatto per il Made in Modena”.

 

Acquisizioni
Sulla fresca operazione sulla Angelo Po, Caiumi non si fa pregare a dire la sua “queste operazioni ci insegnano ad essere attrattivi e competitivi. Queste operazioni sono utili, Rossella Po rimarrà presidente operativo. Sono convinto che si attiveranno ulteriori investimenti. Angelo Po può essere una altra buona esperienza, come è stato con la Marazzi.

 

Camera di Commercio di Modena
Le dimissioni di Torreggiani hanno sconvolto la quiete tradizionale.
Caiumi parte prudente “Dobbiamo chiederci a quanto servono le Camere di Commercio – (vorrebbe fare un ragionamento di strategia). Ci vorrebbe una discreta pianificazione, ma in Italia arriviamo sempre in staccata sui problemi, come Valentino all’ingresso in curva”.
Poi cede le parola al direttore Giovanni Messori, che invece usa un altro stile “La Camera di Commercio di Modena è stata amministrata negli ultimi 50 anni alla grande ed è una delle migliori in Italia.
Negli ultimi anni abbiamo affrontato due emergenze: con il terremoto abbiamo tirato fuori 1.500.000 euro di botto per aiutare le imprese colpite e nel 2015 si è investito sull’ Expo e solo per questo motivo c’è stato un disavanzo sul bilancio 2015 di 600.000 euro.
Qui nessuno fa mai niente – conclude Messori – ma si può morire anche d’inerzia. Abbiamo avuto durante l’ Expo delegazioni cinesi e americane e per quindici giorni, insieme alle province, siamo stati tra gli espositori più attivi”.
Quanto alla nuova Presidenza camerale non c’è più tempo per i giochetti di associazioni. Caiumi reclama una figura di spessore e super partes.
Quindi si va dentro alla grande Auditorium del Forum Monzani a parlare di Industria 4.0. Ma nella tavola rotonda chi esce meglio tra i 5 intervenuti è mister System, Franco Stefani, un Gruppo che sta attaccando i concorrenti e il mercato su tutto il mondo.

Giorgio Pagliani