Ultimo aggiornamento:  21 novembre 2016 10:21

Modenesi ad Eima: export ed innovazione per andare avanti

Modena si distingue per fiducia e voglia di fare ad Eima 2016. Nonostante i segni meno che continuano a prevalere nel settore più in generale, ed in attesa dello sblocco dei famosi PSR. Questa la fotografia che si staglia dal salone internazionale dell’agricoltura bolognese. Ma arricchita per quello che riguarda le aziende nostrane, da una forte predisposizione verso l’export – ormai è l’80% di prodotto quello che viene esportato – una forte attenzione all’innovazione – e son diversi che parlano già di industria 4.0 – ed una ricerca di qualità che continua a fare la differenza su tutti i mercati.

Resta alto il numero di realtà imprenditoriali modenesi alla Kermesse meccanico-agricola d’oltre Panaro – sono stata circa 70 a prendervi parte – anche se con qualcuna in meno rispetto all’edizione precedente. Il primato in regione va però ai cugini reggiani e bolognesi. Volge al positivo l’andamento del 2016 per le aziende nostrane anche se non mancano momenti altalenanti. Si guarda all’estero dove la domanda è solida e sono già tanti quelli che esportano oltre l’80% di prodotto.

Tornando alla fiera boom di presenze invece nel corso della cinque giorni, al punto (si dice) da segnare un + 20% rispetto al 2014: oltre ai visitatori normali, tanti i buyer soprattutto esteri che confermano l’importanza strategica del settore per l’Italia e per il mondo intero.

Una soddisfazione che però si scontra immediatamente con la realtà cui l’ambito agricolo italiano sta vivendo a diverso tempo, confermato anche dai modenesi nonostante non manchino i segni di crescita – anche se flebili – quando presi singolarmente. Ciò non toglie che la voglia di arrendersi non c’è, piuttosto quella invece di cercare nuovi sbocchi di mercato, maggiore qualità e investire in prodotti innovativi. Veniamo però ai numeri generali di un settore ancora in difficoltà ma in attesa. Il mercato delle trattrici chiuderà il 2016 con una flessione in quasi tutti i principali Paesi. I dati indicano nei primi nove mesi dell’anno un calo delle vendite in Europa (-6%), Cina (-29%), Brasile (-17%), in Russia (-19%) e in Giappone (-24%). Pochi i Paesi che mantengono indici positivi; fra questi l’India (+17%), e la Turchia (+7%) e gli Stati Uniti (+3%). Il calo delle vendite è dovuto alla riduzione dei redditi agricoli che lascia agli agricoltori minore margine per gli investimenti.

La fase negativa per gli acquisti di macchine agricole è destinata a perdurare anche nel 2017 – e l’Italia non ne è esente – e solo a partire dal 2018 si può prevedere una ripresa. Nel Belpease, le vendite segnano nei primi dieci mesi dell’anno una flessione che conferma il trend negativo che caratterizza il settore ormai da anni. Ad ottobre le mietitrebbiatrici si fermano a 329 unità (-2%) e le trattrici segnano 15.283 unità (-1,2%), prefigurando una chiusura d’anno sotto quota 18 mila. Una possibilità di ripresa è legata ai nuovi provvedimenti governativi per le imprese agricole, ma i Piani di Sviluppo Rurale – PSR – restano la principale fonte di finanziamento, almeno per il mercato italiano

Filippo Pederzini