Ultimo aggiornamento:  4 maggio 2017 9:35

MUOVERSI NATURALMENTE

L’allenamento all’aria aperta permette di ristabilire quel rapporto con la natura che da tempo si è perso: l’esperienza di Simone Lugli, personal trainer che aiuta le persone a stare bene con se stesse

“Basta, da domani mi metto a dieta”.
Quante volte, davanti allo specchio, abbiamo pronunciato queste parole, senza poi rispettare il proposito? L’idea della rinuncia, del sacrificio, blocca l’azione, facendoci rimanere in un limbo da cui non se ne esce facilmente. Se non cambiando mentalità, abbandonando l’ottica della rinuncia per abbracciare quella di uno stile di vita sano ed equilibrato, che, in fondo, non è affatto sinonimo di sacrificio ma di vivere bene, facendo movimento e curando l’alimentazione. Movimento e alimentazione sono anche i pilastri dell’attività di Simone Lugli, 36enne personal trainer carpigiano che, dopo un percorso professionale fatto di tante tappe, ha deciso di dedicare anima e corpo alla sua missione: fare stare bene le persone attraverso allenamenti all’aperto, individuali e di gruppo. Stare bene con sé, perché come dice Lugli, un master universitario in posturologia e preparatore atletico abilitato dalla Figc, “vincere non è superare gli altri, ma se stessi”. E quale miglior modo per ritrovarsi, se non quello di fare movimento all’aria aperta, a contatto con la natura, riscoprendo un rapporto che si è ormai perso: “Siamo animali, è il nostro habitat naturale – esordisce il personal trainer -. Stare all’aperto ci fa stare bene, si rafforzano gli anticorpi, il sole agisce sull’assorbimento di calcio e vitamina D; tutto l’organismo ne trae beneficio”.

Come hai maturato l’idea di proporre allenamenti all’aperto?
“Dopo aver studiato Scienze motorie, ho lavorato per dieci anni all’interno delle palestre, ma con il tempo mi sono accorto che non si riusciva a seguire bene il cliente. Questa riflessione mi ha fatto allontanare, temporaneamente, da quel mondo. Ma la voglia di mettere a disposizione le mie competenze e la mia passione era tanta e, dopo una parentesi di collaborazione con la società calcistica Fc Carpi, sono tornato all’interno delle palestre. Nel 2014, infine, ho deciso che ero pronto per slegarmi da vincoli e collaborazioni, intraprendendo un percorso in proprio che mira a proporre allenamenti, sia individuali che di gruppo, all’aperto. D’altronde, la mia formazione, non solo professionale (come la passione per il calcio giocato e la lunga attività negli scout), ha sempre avuto come denominatore comune il contatto con la natura e il movimento all’aria aperta”.

Come funziona il tuo tipo di allenamento?
“Mi rivolgo sia a chi vuole fare un percorso individuale, “cucendo” su misura i tipi di esercizi, sia a piccolo gruppi (massimo 8 persone), in cui propongo gli stessi esercizi per tutti. Ciascuno poi andrà alla propria velocità: i più allenati fanno più ripetute, chi vuole si ferma invece prima. Il numero ristretto di persone da seguire e la tipologia di allenamento, mi permette di curare il movimento e di portare avanti la mia idea”.

Quali esercizi si svolgono?
“Da quelli classici, come corsa, piegamenti, addominali, a quelli più divertenti, come balzi, capovolte e arrampicate, sfruttando gli “attrezzi” che sono presenti sul posto, come panchine e alberi. Un modo per diversificare, ma anche per vivere appieno il rapporto con la natura. Non solo in primavera o in estate, ma tutto l’anno: anche in inverno si esce per allenarsi, il freddo fa bene all’organismo, che viene rigenerato. Molto importante anche l’aspetto relativo alla socializzazione: stare all’aperto insieme ad altre persone aiuta ad aprirsi e a fare nuove conoscenze”.

Perché è così importante fare movimento nel modo giusto?
“Perché non è solo un fattore estetico, ma salutistico. Il movimento oggi è diventato un’eccezione. Si deve pensare al corpo nel suo complesso, come a una macchina da curare quotidianamente. Basti pensare ai nostri nonni, che lavoravano in campagna ed erano sempre in movimento. L’allenamento all’aperto si propone questo obiettivo, permettendo di avere un corpo allenato senza gli eccessi tipici di chi va in palestra per gonfiare i muscoli”.

Anche l’alimentazione è un aspetto che curi particolarmente.
“Per questo aspetto, collaboro con un nutrizionista di Mirandola. Credo che un’alimentazione corretta sia imprescindibile se si vuole avere uno stile di vita sano: siamo quello che mangiamo. L’importante è variare, mangiare cibi di stagione, a km 0, senza abbuffarsi: solitamente si tende a mangiare più del dovuto perché si sente ancora lo stimolo della fame, ma bisogna dare il tempo al cervello di percepirlo. Così come nel movimento, anche nell’alimentazione è importante fare un passo alla volta: cambiare si può e si deve, ma ciascuno con i propri ritmi”.

Qual è il fine ultimo del tuo allenamento?
“Raggiungere obiettivi, qualunque essi siano, come dimagrire, sentirsi più energici e meno affaticati, imparare ad arrampicarsi su un albero o saltare un fosso, affrontare una spartan race: sono traguardi che alcuni dei miei clienti raggiungono con tenacia, passione e impegno e questo li fa sentire davvero felici e realizzati. Questa è la parte del mio lavoro che mi dà più soddisfazione”.

 

I tre consigli basilari

  • In città muoversi a piedi o in bici tutte le volte che si può
  • Mangiare sano, frutta e verdura di stagione e possibilmente a km 0, variando il più possibile
  • Masticare piano e dare il tempo all’organismo di percepire lo stimolo della sazietà

Daniele Franda