Ultimo aggiornamento:  16 gennaio 2017 10:15

Nel Biomedicale da protagonisti

Oltre cento aziende, cinquemila addetti e un volume d’affari aggregato di quasi un miliardo di euro; numeri che pongono il distretto di Mirandola ai vertici mondiali del settore Biomedicale.
In tale contesto operano diverse multinazionali e decine di piccole aziende impegnate nell’ambito della sub-fornitura.
Non mancano, poi, società di medie dimensioni che recitano un ruolo decisivo nelle dinamiche del distretto: svolgono un’importante attività di ricerca e di stimolo pari e, forse, superiore a quello delle multinazionali e sono punto di riferimento imprenditoriale per le società più piccole.
Valido esempio di tale situazione è Sidam srl, fondata nel 1991 come impresa familiare e oggi in rapida evoluzione grazie ad una trasformazione manageriale e tecnica che la sta sempre più confermando come protagonista del settore.
Modena Industria ha incontrato Annalisa Azzolini, amministratrice delegata della società e rappresentante della seconda generazione della famiglia che fondò l’azienda venticinque anni fa.
Dottoressa Azzolini, quali sono stati i principali step di crescita che hanno portato all’azienda di oggi.
“Mio padre Graziano ha sempre lavorato nel settore operando nelle aziende dei “padri fondatori” del distretto Biomedicale. Negli anni Ottanta decise di creare una propria struttura imprenditoriale che venne poi rivenduta. Da quella prima operazione ripartì per una seconda avventura che è stata portata fino ai nostri giorni, la Sidam, specializzata oggi come allora nella produzione di monouso per l’infusione dei farmaci”.
Com’era l’azienda di allora? Quali caratteristiche si trovano ancora oggi in azienda?
“La Sidam di allora era un’impresa molto piccola ma già ben organizzata e dove erano già presenti i tratti distintivi che ancora oggi la caratterizzano: un ufficio tecnico attrezzato e competente per sviluppare, in autonomia, progetti da proporre ai clienti.
In tutti questi anni, poi, la nostra famiglia non ha mai fatto mancare il proprio impegno reinvestendo costantemente risorse ed energie per sviluppare l’attività, consapevole che solo lo studio di nuove soluzioni tecniche e produttive e la realizzazione di prodotti di qualità avrebbe assicurare relazioni durature con i nostri clienti”.
Quali sono stati i più significativi step di crescita?
“I momenti di crescita sono stati diversi e realizzati in più direzioni, sia in termini di competenze che di capacità produttive, due dimensioni che consideriamo strettamente correlate.
Nel 1995 grazie al confronto sulle esigenze di un’equipe medica del Centro Italiano Tumori di Milano, brevettammo un più efficace sistema d’infusione che garantiva maggiore sicurezza e igiene. Quella soluzione ci permise di avere un vantaggio competitivo in termini produttivi ed economici; successi che furono subito reinvestiti in azienda rispettando gli stessi canoni: ricerca di soluzioni e dispositivi nuovi ascoltando le esigenze degli utilizzatori, medici e ricercatori, e aumentando capacità produttiva grazie all’allestimento di nuove camere bianche.
Un momento importante per la nostra crescita è stato il partecipare per la prima volta, nel 2003, ad una fiera internazionale di settore. Da quel momento ci aprimmo ai mercati internazionali cercando di capirne le peculiarità tecniche e allargando la gamma dei nostri prodotti. Oggi le certificazioni che abbiamo ottenuto ci permettono di operare direttamente in diversi mercati, dalla tradizionale Europa al Sud America”.
Nella sua azienda il ricambio generazionale è ben riuscito.
“La nostra evoluzione societaria, che ha preso il via nel 2015, è qualcosa in più di un semplice passaggio generazionale. Questo si era già delineato, di fatto, negli anni precedenti con la crescita delle mie responsabilità a fianco di mio padre, occupandomi della funzione commerciale.
Lo scorso anno abbiamo dato corso ad un’evoluzione societaria e manageriale: la nostra famiglia ha ceduto una parte importante delle proprie quote ad una grande azienda del settore biomedicale, specializzata nella diagnostica in ambito neurologico, la Synopo spa dell’imprenditore Carlo Bonomi.
È stato un passaggio forte ma ben meditato e fatto con consapevolezza; oggi abbiamo un partner industriale con cui condividere le scelte e grazie al quale avere in azienda nuove e ulteriori energie e risorse per continuare a crescere al meglio. Le modalità di condivisione delle scelte che abbiamo attuato e i successi che stanno continuando ad arrivare ci fanno capire che la strada intrapresa è quella giusta”.
Nel descrivere questi eventi, ha sempre parlato di ricerca e d’innovazione tecnica…
“È così: siamo sempre stati convinti che la ricerca e la continua sperimentazione sui nostri prodotti siano state le più importanti variabili di successo del nostro fare impresa.
Consideri che nel 2010 abbiamo terminato la nostra prima sperimentazione clinica che ci ha permesso di entrare in un ambito di mercato diverso e importante, quello delle terapie intensive.
Si è trattato di un percorso non semplice per un’azienda delle nostre dimensioni ma che ci ha permesso di differenziarci rispetto a tanti nostri competitori. Senza un approccio importante verso la ricerca, infatti, avremmo dovuto cambiare, diventare terzisti e sub-fornitori; invece innovare ed investire in nuove soluzioni progettuali ci ha sempre reso protagonisti del nostro mercato”.
Allargando il campo di analisi e approfittando del suo punto di osservazione: sono questi temi decisivi per ogni azienda?
“Ritengo di sì pur nel rispetto delle tante specializzazioni, sia tecniche sia imprenditoriali, che caratterizzano il nostro settore. Chi ha investito in ricerca con costanza e programmazione ha avuto successo e ha potuto differenziarsi e puntare sulla qualità sia costruttiva sia reputazionale.
Da questo processo, infatti, prende vita una filosofia aziendale ben riconoscibile e che crea coesione con tutti i collaboratori e ci si rende visibili sul mercato e si diventa riferimento per i propri clienti”.
Il settore in cui operate è caratterizzato dalla presenza di grandi gruppi internazionali e dinamiche competitive complesse. Come si riesce a recitare un ruolo decisivo, come state dimostrando di avere, pur con dimensioni nazionali?
“Faccio una premessa importante: le multinazionali presenti nel nostro territorio sono una risorsa importante per lo stimolo che danno alle altre aziende, perché alimentano il “saper fare” dei tanti addetti che vi operano e per la visibilità che danno a tutto il nostro distretto. Per quanto ci riguarda abbiamo ottimi rapporti di collaborazione con tutti i “player” .
Forse è un po’ diverso per chi opera solo come terzista perché a volte le logiche di costo sono molto aggressive. Sono, però, fiduciosa: il livello qualitativo delle nostre aziende, anche nell’ambito della sub-fornitura, è talmente elevato che diventa necessario anche ai grandi player del mercato; non è un caso, infatti, che tanti di loro abbiano investito in modo intenso nel nostro territorio anche dopo il terribile terremoto del 2012”.
Quali sono, quindi, le minacce e le opportunità più significative per chi opera nel vostro settore?
“Il nostro distretto gode di buona salute rispetto a quelli di altre zone del mondo. Oggi il prezzo è diventato una delle discriminanti nelle scelte effettuate dai clienti ma Sidam ha scelto di competere su qualità e innovazione, a nostro avviso i driver vincenti per restare sul mercato e competere con i grandi gruppi; per questo occorre essere sempre più partner dei propri clienti e condividerne con efficacia le scelte tecniche e le necessità produttive.
Le opportunità risiedono nei nostri mercati di sbocco: nella Sanità s’investe tanto e si cercano in continuo nuove e più efficaci soluzioni e dispositivi medici”.
Quali obiettivi si pone per Sidam?
“Di vederla crescere ancora di più, magari con maggiore velocità rispetto la passato. Per questo abbiamo intensificato gli investimenti in ogni ambito dell’attività aziendale quali la ricerca, le relazioni commerciali e le tipologie di prodotto.
Consideri, in tal senso, l’entità degli investimenti fatti sulle persone: nel corso del 2016 abbiamo assunto 20 persone in più attestandoci ora a 60 addetti e il 10% del fatturato è investito in ricerca e sviluppo.
E quali sono i suoi obiettivi personali?
Di “rimanere a bordo” in modo sempre più consapevole e di acquisire tutte le opportunità che intravedo per la nostra azienda. Vorrei concretizzare al meglio gli sforzi fatti negli anni dalla mia famiglia e l’impegno che i nostri nuovi soci stanno mettendo in Sidam”.

 

FOCUS SULL’AZIENDA

Sidam, nata nel 1991 è ora una media impresa manageriale con un fatturato in crescita a doppia cifra, a dimostrazione della possibilità di fare impresa in settori legati alla capacità di ricerca e innovazione, e ha un focus sull’internazionalizzazione: il suo operato è infatti riconosciuto soprattutto all’estero (80% circa è legato all’export).
Vanta collaborazioni con ospedali e con il MIUR e detiene oggi ben 14 brevetti in 19 Paesi diversi per devices e apparecchi medicali ed elettromedicali. Fin da subito ha svolto attività di progettazione, sviluppo e produzione di dispositivi medici monouso finalizzati ai seguenti reparti ospedalieri:
– Sale Operatorie: drenaggi chirurgici post operatori;
– Cardiochirurgia: circuiti per circolazione extracorporea;
– Ostetricia e Ginecologia: prelievo istologico e interruzione di gravidanza;
– Terapia Intensiva: dispositivi per infusione di farmaci.
In una fase successiva Sidam ha intravisto nella Radiologia (Diagnostica per Immagini), il settore che le ha permesso di acquisire un’identità specifica: dispositivi per il trasferimento al paziente di mezzi di contrasto per CT, MR, ecografia e angiografia.
Di rilievo il dispositivo “Nutrivent”, una sonda per la nutrizione enterale che, attraverso appositi sensori, può anche rilevare la pressione trans-polmonare.

INNOVAZIONE DA PREMIO

Nel gennaio 2015 la Synopo, società milanese specializzata nella diagnostica per la neurologia ha acquistato il 90% dell’azienda mirandolese: Carlo Bonomi (che è anche vicepresidente di Assolombarda) è diventato presidente ma la famiglia Azzolini ha mantenuto il 10%.
“Sidam è una piccola ma importante realtà del mondo biomedicale – spiega Bonomi – apprezzata e con evidenti margini di ulteriore sviluppo; non a caso l’azienda è stata recentemente premiata con il premio “Imprese x Innovazione – Andrea Pininfarina” di Confindustria per le intense ed efficaci attività di ricerca”.
Il Premio, realizzato in collaborazione con la Fondazione Giuseppina Mai, Intesa Sanpaolo e con il supporto tecnico dell’Associazione Premio Qualità Italia (APQI), si distingue per essere sull’innovazione, il primo in Europa ad aver adottato i parametri dell’European Foundation for Quality Management (EFQM). Le aziende vincitrici del 2016 sono state 21 tra cui, oltre a Sidam, citiamo: Comer Industries Spa, Prisma Telecom Testing, SMSEngineering Srl, STMicroelectronics Srl e Telecom Italia Spa.

Luigi Zanti