Ultimo aggiornamento:  10 ottobre 2016 8:47

Ottimismo in casa Emilceramica

Più che soddisfatto Sergio Sassi, vicepresidente e amministratore delegato di Emilceramica, dall’andamento del Cersaie: “Un lunedì così intenso e pieno di clienti non l’avevamo mai visto” e si sa che alla prima fiera mondiale della ceramica il primo giorno dà già l’imprinting dell’afflusso. L’industriale, anche vicepresidente del Sassuolo Calcio, ci tiene a precisare la situazione dopo le voci di una cessione del Gruppo al colosso americano Tomawk: “Niente di definito. Ci sono soltanto dei contatti” glissa elegantemente.

E, mentre si respira finalmente un’aria ottimista tra le imprese del settore, Sassi ci racconta come è venuto fuori dalla più brutta crisi della storia aziendale: “Abbiamo passato la crisi nel 2008/2009. Con il senno di poi posso dire che è stato un segnale di allarme salutare: c’era poca conoscenza del trend di mercato e dell’inefficienza produttiva”.

Oggi Emilceramica ha investito in tre forni nuovi e ha digitalizzato tutte le macchine. “Nel 2007 fatturavamo 207 milioni con 1050 dipendenti, nel 2015 con 560 addetti abbiamo fatto 187 milioni. Abbiamo chiuso i 2 stabilimenti più obsoleti. Abbiamo raggiunto margini più alti (un EBITDA del 22%, ndr). Oggi ci presentiamo con i due stabilimenti di Fiorano 1 e 2 e il centro di atomizzazione a Solignano”.

Ma, nel contempo, il processo di internazionalizzazione del Gruppo ha corso: uno stabilimento in Ucraina, che ha superato i danni della guerra con la Russia, ma anche la joint venture in India con il gruppo Simpolo, nata lo scorso anno, che ha iniziato da un mese la produzione di lastre in ceramica con il brand Nexion su una gamma di fascia alta per il mercato asiatico.

E poi le varie consociate: EmilAsia, seguita dalla figlia Gloria, con sede a Hong Kong, mentre il figlio Luca dirige la consociata americana, EmilAmerica.

La presenza negli States è ben strutturata: quartier generale a Washington , a Los Angeles e Orlando i due magazzini, mentre da un anno è sorto il terzo magazzino a Dallas.

Quindi il Gruppo, fondato nel 1961 dalle tre famiglie Tioli, Sassi e Braglia, ha passato molto bene i 50 anni di vita. “Pensi – spiega Sassi – che facevamo un 65% di estero al momento della crisi e oggi siamo al 92%. Oggi abbiamo recuperato in Europa, abbiamo spinto sulle Americhe e abbiamo creato altre due società commerciali, EmilRussia ed EmilGermany”.

E in Italia le vendite sono cresciute del 15%: “I grossi distributori hanno sofferto molto, ma ci sono clienti di nicchia dedicati all’alto di gamma, con cui lavoriamo con soddisfazione”.

 

Giorgio Pagliani