Ultimo aggiornamento:  20 giugno 2016 9:51

Piastrella cool

Tempo di Assemblee anche per Confindustria Ceramica, l’associazione nazionale di categoria con sede a Sassuolo, che raggruppa 228 industrie italiane di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari, che occupano 25.152 addetti e che hanno fatturato 5,839 miliardi di euro nel 2015, grazie a vendite oltre confine per l’78,9%.
Il Presidente Vittorio Borelli conferma che le previsioni di fine 2015 sono state centrate e quindi l’annata si è chiusa con la produzione, che in Italia supera i 5,1 miliardi di euro (+4,1%). L’ export tocca il record di 4,3 miliardi (+5,1%), il mercato interno resta stabile a 799 milioni di euro (-0,6%). Il dato più “cool” del panorama ceramico riguarda l’internazionalizzazione produttiva, che vale 792 milioni di euro, realizzati da 16 stabilimenti in Nord America ed Europa. In altre parole le vendite delle aziende sorte negli ultimi vent’anni tra Russia e Stati Uniti eguagliano il valore dell’intero mercato italiano e, ad onore degli industriali sassolesi che hanno investito là, quei prodotti sono commercializzati sugli stessi paesi di insediamento produttivo. Niente a che vedere con produzione in paesi a basso costo di manodopera per importare in Italia o in Europa.
Altro dato positivo è la netta crescita degli investimenti. Raggiunti i 351 milioni, altro primato, a parte il mitico 1995, dove con l’effetto fiscale della Legge Tremonti, si videro numeri spettacolari. Borelli commenta “Rappresentano una fiducia nelle prospettive del settore con lo sviluppo di nuova tecnologia”.
La produzione italiana è arrivata a 395 milioni di metri quadri ed è aumentata dell’8,6 % in 24 mesi , quindi le scorte, pur notevoli, cominciano a calare.
La produttività è ancora bassa rispetto alla Spagna e la causa viene assegnata alla normativa iberica più flessibile sul mercato del lavoro: qui il Jobs Act è appena entrato in vigore e i suoi pieni effetti si vedranno nel medio termine. La Cassa Integrazione e altri ammortizzatori sociali interessano 2.500 addetti su un totale di circa 19.000 del settore pavimenti e rivestimenti in ceramica.
Le vendite totali hanno segnato un modesto più 0,6, con l’export un po’ più tonico, più 0,9%. C’è stato un leggero aumento del prezzo medio sull’Italia.
L’export si attesta all’80% di quota del totale. Nel dettaglio la Francia torna a tirare dopo un periodo buio, mentre permangono difficoltà in Russia.
“Le condizioni di mercato negli ultimi mesi – spiega Borelli – sono un po’ meno favorevoli. Il petrolio è un po’ più caro, mentre il dollaro è in leggera discesa dai picchi dell’ inverno scorso”.
In sintesi gli ultimi punti.

 

Anti dumping
I dazi scadono a fine settembre.
L’Associazione sta presentando una documentazione alla Commissione europea per far rinnovare i dazi anti dumping a danno della Cina. Misura decisiva: negl ultimi anni l’export dalla Cina è sceso del 60%. Il Parlamento europeo all’unanimità ha votato contro lo status di economia di mercato alla Cina. Su 5 parametri richiesti per essere economia di mercato la Cina ne applica solo uno. Nessuno a Sassuolo lo vuole dire, ma sul rinnovo dei dazi ci si conta, altrimenti cambia tutto.

Energia
In un settore così “energy intensive” si è puntato anche sulla Cogenerazione, peccato che il Governo abbia imposto nuovi oneri sull’energia auto prodotta.

Fiere
Il distretto è stato presente in forze al Batimat in Russia e si nota che la crisi interna è in riassorbimento rispetto al calo degli scambi internazionali.
“I nostri prodotti non sono soggetti a sanzioni – precisa il Presidente – ma auspichiamo il loro superamento.
Il direttore Armando Cafiero aggiunge che gli spazi del nuovo Cersaie sono già andati esauriti.

Innovazione
Si è investito ultimamente sulla decorazione digitale senza contatto, che dà gli stessi effetti e stessa grafica di quella tradizionale, mentre aumenta la definizione e quindi la difficoltà nel copiarla.
“Cuociamo i pigmenti a 1.300 gradi – sottolinea Borelli – Siamo stati i primi a investire in questa direzione. Si sono ingrandite le dimensioni delle lastre, fino a 3 metri.
Si fanno anche rivestimenti su pareti ventilate, per i centri commerciali e gli aeroporti.
Ora si usa il grès porcellanato anche per pavimentare una piazza e l’ arredo urbano”.
Quindi, nonostante il mercato delle costruzioni in Italia sia tuttora quasi fermo, Sassuolo constata che la somma della produzione italiana e di quella degli stabilimenti esteri è tornata al livello storico dei 500 milioni di metri quadri e quindi il peggio sembra alle spalle.

Giorgio Pagliani