Ultimo aggiornamento:  9 luglio 2016 6:16

Piede sull’acceleratore sulla scia di EXPO 2015

Tanta gente, molti stranieri, sorrisi e parecchia soddisfazione. Se volessimo scattare un’istantanea alle imprese modenesi presenti al Cibus 2016 – ben oltre sessanta tra aziende e consorzi – questi elementi compaiono tutti, e ben in primo piano. Tra le pieghe invece c’è il resto: i fatturati in crescita o stabili (bene), non senza qualche timore però; ricerca ed innovazione (ormai bastioni dell’attività imprenditoriale anche nel food); il TTIP sconosciuto o quasi (ma non dipende da loro dato che se ne sa veramente poco); l’e-commerce (canale di vendita importante, sì, però, ma…), l’export (quello che tiene in vita le aziende); i controlli e la tutela dei prodotti italiani, richiesti a gran voce (ma pare latitanti).

Il Cibus rappresenta da tempo un punto d’osservazione strategico da cui monitorare gli andamenti prossimi venturi: dal mercato del food in generale, alle tendenze più specifiche. A maggior ragione può esserlo stato l’edizione di quest’anno la 18esima del salone internazionale, con: 3mila aziende espositrici su 130mila metri quadri, 72mila visitatori di cui 16 mila operatori esteri e 2.200 top buyer (nel 2014 i visitatori erano 67mila, gli operatori esteri 13mila).

“È la migliore edizione di sempre, che ha raccolto il testimone di Expo2015 – ha voluto commentare al termine della rassegna Elda Ghiretti, Cibus Brand Manager – ed ha visto il comparto agroalimentare italiano presentarsi con circa mille innovazioni di prodotto, pronte a conquistare i mercati esteri e recuperare posizioni sul mercato interno. Abbiamo notizia di un alto volume di affari conclusi o ben avviati, con la piena soddisfazione delle aziende e dei buyer esteri e italiani”. Un ‘trionfo’ insomma il cui seguito avverrà nell’aprile del 2017 con “Cibus Connect”: un evento che comprende un forum internazionale con esperti di food and beverage da tutto il mondo ed una forma espositiva light finalizzata al matching con la grande distribuzione.

L’opinione degli operatori presenti, va generalmente in questa direzione. Non mancano però puntualizzazioni a riguardo, che paiono emergere in modo più o meno evidente un po’ in tutti i settori. Nella lavorazioni delle carni ad esempio, più d’uno non ha esitato a sottolineare come, determinate campagne contro il consumo di questo tradizionale alimento nelle sue forme più svariate, abbia inciso sugli andamenti di mercato certificando cali sulle ‘piazze o nei Paesi tradizionali’, retto solo dalla richiesta arrivata dai nuovi mercati emergenti e dall’elevata qualità garantita. L’e-commerce poi è sempre più al vaglio delle aziende anche in questo settore, specie per i cibi conservati. Diverse quelle che puntano sullo sviluppo di questo tipo di vendita considerati mercati e richieste in crescita. Ricerca della qualità e sviluppo restano fondamentali e si assiste ad un fenomeno di valorizzazione a tal senso. La tipicità regionale (e modenese) assume un ruolo sempre più importante. Ovvio che per venderla occorre spiegare bene l’origine e la cultura d’origine e per fare questo la tecnologia digitale e l’interazione con il consumatore possono aiutare. C’è quindi il discorso legato ad una maggior tutela nei confronti dei falsi, tanti, troppi e di tutti i tipi, specie all’estero. Argomenti ormai affrontati un’infinità di volte, ma sempre attuali. La richiesta di regole è a gran voce: “C’è necessità di tutelare la qualità” e viene formulata sia agli organismi governativi italiani che all’UE. Vedremo se ci saranno nuovi sviluppi in merito e da ultimo le previsioni: da un 2015 positivo per tanti ad un 2016, un po’ col freno tirato al momento e tutti gli sguardi ora, sulla seconda metà dell’anno.

La curiosità 

Presentata in occasione del Cibus 2016 anche la terza edizione di “Sono come Mangio”, promosso dal Consorzio Parmigiano Reggiano. Un percorso di educazione alimentare che ha coinvolto 170 Istituti di scuola primaria e secondaria in 9 regioni italiane. L’obiettivo è insegnare ai bambini un corretto stile di vita, attraverso attività ludico-didattiche in aula e visite outdoor in cui vivere l’esperienza dell’intera filiera alimentare del parmigiano.

 

Gli intervistati:

MATTEO GHIDI, Parmareggio di Modena
MATTEO SERVENTI, Fimar Carni di Solignano di Castelvetro
SERAFINO CREMONINI, Inalca Carni di Modena
MARCO VALMORI, Salumificio F.lli Guerzoni di Maranello
GIANFRANCO TOSO, Menù di Medolla
LORENZA BARETTI, Conserve della Nonna di Ravarino
MASSIMO SERENI, Italpizza di Modena
CAMILLO CREMONINI, Acetaia Cremonini e Olitalia di Modena
GIORGIO BENEDETTI, Acetaia Mussini Magreta di Formigine
LEONARDO GIACOBAZZI, Fattorie Giacobazzi di Nonantola

Filippo Pederzini