Ultimo aggiornamento:  10 ottobre 2017 9:07

Raddoppio del fatturato in due anni

Intervista a Giuseppo Rubbiani, presidente del Gruppo Dierre di Fiorano Modenese, che ha visto una crescita notevole grazie anche all’acquisizione di varie società

Il Gruppo Dierre, specialista in progettazione, sviluppo e commercializzazione di soluzioni tecnologiche a corredo della produzione industriale, ha messo in atto da alcuni anni un percorso di crescita industriale di Gruppo che lo ha portato, tra il 2015 e il 2017, da 14,5 milioni a 36 milioni di euro, e da 100 a 230 dipendenti.

Il progetto è guidato dal presidente Giuseppe Rubbiani, fondatore dell’azien-da Dierre nel 1997, un imprenditore lungimirante fortemente motivato a valorizzare le competenze umane presenti all’interno dell’azienda e a cogliere nuove sfide. Una di queste è rappresentata dall’acquisto del 40% del capitale della capogruppo Dierre S.p.A. da parte del fondo di private equity Gradiente I, gestito da Gradiente SGR, che crede nel disegno industriale di Rubbiani e vuole sostenerlo.

La filiera produttiva è 100% italiana, con sede centrale a Spezzano di Fiorano Modenese e filiali in Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia. Oggi Dierre è un partner delle industrie, in grado di costruire e distribuire soluzioni personalizzate nel campo delle protezioni in alluminio, sistemi di movimentazione, soluzioni robotiche, e di progettare e sviluppare protezioni di sicurezza in acciaio per le macchine operatrici.

Nell’anno del ventesimo anniversario dalla sua fondazione, esploriamo i progetti del Gruppo con Giuseppe Rubbiani.
Rubbiani, ci può raccontare come si è evoluto il piano industriale di Dierre negli ultimi anni?
“Abbiamo intrapreso un percorso di crescita tutto italiano nel 2009. La prima azienda che abbiamo acquisito è stata Macap. Dal 2011 ci siamo dedicati all’apertura di filiali in diverse regioni: Toscana, Veneto, Lombardia e naturalmente la nostra Emilia-Roma-gna.
È venuto poi il momento del-l’istituzione di Dierre Motion: specialista nella costruzione di guide lineari, soluzioni tecnologiche complete a corredo della produzione, pro-gettate per facilitare e velocizzare i processi produttivi nel-l’automazione.
L’ingresso del Fondo Gradiente I ha dato uno slancio al programma di crescita. Mi ha sollecitato nel portare avanti con un passo più spedito il percorso intrapreso 8 anni fa. Abbiamo inaugurato l’unità operativa Dierre Robotics per la progettazione e lo sviluppo di sistemi di robotica industriale: un campo dove ora siamo piccoli, ma la spinta a crescere è molto forte. Poi, recentemente, abbiamo acquisito Ari-Metal, azienda lombarda di riferimento nel nostro stesso segmento di mercato”.
Le ultime acquisizioni sono state in Veneto, di quali aziende si tratta?
“Le aree industriali del Veneto sono molto sviluppate e per noi sono un mercato primario insieme a quelle che si trovano in Lombardia, in Toscana e in Emilia-Romagna. In luglio, la nostra sede veneta Dierre Decatech ha firmato l’acquisizione di Bassanese Protezioni Antinfortunistica. Nello stesso mese Dierre S.p.A. ha for-malizzato l’acquisto dell’80% delle quote di Sintesi, azienda leader nel campo del design per macchine uten-sili, operatrici e macchine industriali, in grado di offrire protezioni di diverse tipologie, sia in acciaio sia in ferro, con o senza insonorizzazione.
Sintesi rappresenta il completamento del nostro piano di acquisizioni in Italia: oggi offriamo un servizio che spazia dalla progettazione della macchina alla definizione del suo design, con una produzione totalmente italiana”.
Si apre il piano di crescita all’estero?
“La volontà è di internazionalizzarci entrando nei mercati europei primari, come la Germania, dove l’automotive rappresenta un comparto di riferimento dove possiamo mettere a disposizione delle aziende, alte competenze. Per ora abbiamo una sede commerciale, che registra un giro d’affari annuo di 1 milione di euro, e stiamo valutando delle operazioni. I mercati esteri di riferimento per il nostro Gruppo sono la Germania, la Svizzera, la Polonia, la Slovacchia e la Romania: questi ultimi mercati sono giovani, ma in forte espansione e molto interessati ai prodotti offerti dal nostro Gruppo”.
Nei progetti che sviluppate che rilevanza hanno le competenze tecniche?
“All’interno del Gruppo abbiamo 40 tecnici che gestiscono i progetti dei nostri clienti: la collaborazione inizia già nella fase di progettualità dell’impianto e dei sistemi produttivi automatici. L’automazione presente nelle fabbriche è crescente e richiede competenze tecniche sempre più specializzate e in continuo aggiornamento. Noi ci occupiamo di sicurezza preventiva sul lavoro: entriamo nel cuore del progetto che il cliente ci chiede di sviluppare, analizziamo le funzionalità della macchina ed entriamo nel merito della progettazione della sicurezza. La vocazione al segreto industriale è ciò che ci permette di lavorare con i leader di settore e con aziende dalle dimensioni più contenute ma altrettanto innovative”.
Un anno fa avete aperto l’unità operativa dedicata alla robotica indu-
striale, come sta andando?
“In 12 mesi abbiamo sviluppato 4 linee di prodotto: robot cartesiani, nei formati Desktop e Gantry, robot antropomorfi di alta precisione e robot delta, sia standard che OEM.
Questa business unit, la Dierre Robotics, è composta da tecnici specializzati, con oltre 20 anni di esperienza. Le componenti meccaniche e software sono sviluppate al suo interno e questo controllo diretto sulla produzione ci permette di realizzare robot efficienti, perfettamente rispondenti alle direttrici che concorrono alla evoluzione verso l’Industria 4.0. A ottobre faremo il lancio del primo desktop robot collaborativo completamente realizzato in Italia”.
Qual è la sfida che state vivendo ora?
“Armonizzare le società, storiche e nuove, per ottenere la maggiore integrazione e sinergia tra esse”.
Come avete celebrato i vent’anni di impresa?
“Ho voluto condividere questo traguardo con coloro che ogni giorno, in sedi diverse, perseguono insieme a me lo stesso obiettivo: i dipendenti del Gruppo Dierre. Abbiamo trascorso insieme una serata celebrativa, con musica e intrattenimento artistico, un evento ben riuscito che ci ha dato l’opportunità di confrontarci al di fuori dell’ambiente lavorativo. L’azienda è tale grazie alle persone che la vivono ogni giorno, e credo che occasioni come queste vadano colte come accrescimento personale”.


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