Ultimo aggiornamento:  11 settembre 2017 5:17

Sana 2017: boom di presenze modenesi

19: a tanto (è il caso di dirlo) è ammontato il numero imprese, cooperative, società di promozione modenesi al Sana 2017 – 29esimo salone internazionale del biologico e del naturale – conclusosi lunedì 11 settembre scorso. Un vero e proprio boom di presenze, se consideriamo che nelle ultime 5 edizioni, i partecipanti di provenienza ‘nostrana’ oscillavano tra le 5-7 unità al massimo (salvo una, tutte riconfermate anche questa volta). Un numero importante che non scalfisce quello dei ‘cugini bolognesi’, come sempre maggiore, ma che colloca il nostro territorio dentro la nota kermesse, ad un solido secondo posto.

Cosa abbia influito a scegliere il salone bolognese del bio – molte ad esempio sono le aziende che si richiamano all’agrifood, pensiamo alle acetaie, ma anche ai pastifici – può essere al momento solamente supposto. Di sicuro la vicinanza (Bologna) e quindi la comodità di partecipare; di certo la forte attenzione nei confronti del biologico – cibo sì, ma anche cura del corpo e come modo di vivere – in costante crescita, da ormai un ventennio, specie in ambito internazionale (è stata forte al Sana la presenza di stranieri), oltre in ascesa anche su quello italiano; la scelta, ormai di molte realtà (non solo piccole, anche medie) di orientarsi od orientare parte della produzione al settore bio certificato e favorire nuovi sbocchi di mercato.

Il biologico ha un giro di affari che sfiora i 5 miliardi di euro (4,9, per la precisione), secondo le stime di Firab – Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica – I dati Nielsen confermano l’andamento positivo: da marzo 2016 a marzo 2017, le vendite di prodotti bio nella Gdo hanno raggiunto quota 1 miliardo e 270 milioni di euro, in crescita del 19,7% rispetto all’anno precedente. A questi numeri si aggiungono i quasi 900 milioni dei negozi specializzati, i circa 377 milioni nella ristorazione, i 402 milioni di vendite dirette e on line (Nomisma) e circa 1,8 miliardi di export (Assobio su dati Nielsen). Sicurezza per la salute, rispetto dell’ambiente, maggiori controlli e migliore qualità: queste le ragioni alla base delle scelte delle famiglie italiane. Quelle che acquistano biologico sono oggi più di 20 milioni su 24,5 milioni totali.

Dati a cui si aggiunge il salto di qualità compiuto dal nostro Paese in tema di bio, conferma dosi tra i più sostenibili. Crescono infatti del 20% superfici e operatori bio sul territorio italiano. Secondo le elaborazioni del SINAB, per conto del Ministero delle politiche agricole, le superfici coltivate con metodo biologico hanno sfiorato quota 1,8 milioni nel 2016 (vs 1,5 del 2015); mentre sono stati convertiti al biologico oltre 300 mila ettari e con loro sono passati al bio anche moltissimi operatori, cresciuti del 20,3% e arrivati a 72.154 unità.

Le 19 modenesi partecipanti. Acetaia Bellei Luigi e figli srl, Acetaia la Bonissima, Acetaia Leonardi 1871, Acetificio Carandini Emilio s.p.a., Archimede r&d, Biologicoils, Cantine Riunite & Civ Società Cooperativa Agricola, Hombre srl, I Rodi, La Vecchia Dispensa, Lacote / Guam, Modena Benessere Festival 2017, My Benefit srl, Pasta fresca Rossi, Project srl, Punto Verde azienda agricola, Rimos srl, Santa Rita bio caseificio sociale 1964 srl, Sarchio spa.

(fp)