Ultimo aggiornamento:  4 maggio 2016 5:57

“Segnali di inversione di tendenza”

Stefano Betti, 51 anni, amministratore delegato della Costruzioni Generali Due, con sede a Baggiovara, è stato eletto il 16 marzo presidente dell’Ance Emilia-Romagna, l’associazione dei costruttori edili della Regione, aderenti a Confindustria.

Il successore di Gigi Montagnani, l’indimenticato patron del Modena Football Club dell’era di Gianni De Biasi, è già stato presidente dell’Ance modenese dal 2008 al 2014 e amministra un’impresa specializzata nell’edilizia civile con 50 dipendenti.

Attorniato dai tre vicepresidenti, Betti si è mostrato ampiamente padrone del nuovo ruolo nella conferenza stampa immediatamente successiva all’Assemblea.

Ha delineato un panorama di settore non certo esaltante: “Gli occupati dal 2006 ad oggi sono scesi da 150.000 a 119.000. Si sono persi 64 miliardi di lavori edili tra il 2008 e il 2014. Il 2015 si dovrebbe concludere con un ulteriore calo. Oltre 10.000 imprese sono uscite dal mercato a partire dall’inizio della grande crisi nel 2008, un dato pari al 17% di tutte le aziende del settore”.

E per chiudere il quadro a tinte fosche i permessi di costruire sono calati in maniera inarrestabile dal punto di massima, nel 2005,addirittura crollando del 95% tra 2013 e 2015, mentre le compravendite hanno avuto una picchiata del 58% dal vertice nel 2006 al 2013. Ci sono però – aggiunge il neo presidente – “primi segnali di inversione di tendenza: i mutui immobiliari sono in recupero e anche per i bandi di gara per l’assegnazione dei lavori pubblici c’è stata una inversione di tendenza dal 2014”.

Non sono mancate osservazioni negative sulle lentezze burocratiche nel campo della Ricostruzione del dopo sisma. I dati di provenienza dell’Ente Regione mostrano che siamo ancora a metà del guado, ormai a 4 anni dall’evento. Sulle case le erogazioni di contributi a fondo perduto sono quasi il 60% di quelli deliberati, mentre sui capannoni le liquidazioni dei danni sono circa la metà dell’importo dei decreti di concessione. Per Stefano Betti, a questo punto, le due priorità da sottoporre alla Regione, per rilanciare le costruzioni e cercare di agganciare la debole ripresa dell’economia nazionale, sono la riscrittura delle norme urbanistiche regionali, non inficiate da posizioni ideologiche, e l’immediata attivazione di investimenti pubblici e condizioni in grado di rilanciare gli investimenti privati.

«Occorre che la nuova legge regionale sull’urbanistica non venga influenzata da approcci estremistici diretti a non utilizzare altro suolo non edificato», ha affermato Betti, «ma salvaguardi e mantenga le aree potenzialmente edificabili attualmente previste negli strumenti di pianificazione approvati. I costruttori edili hanno preso atto che occorre intervenire in modo certamente più oculato e razionale nelle nuove aree inserite nei piani di sviluppo comunali. Al tempo stesso è però urgente che la Regione promuova la riqualificazione energetica e sismica degli edifici pubblici e incentivi, con ulteriori misure oltre a quelle statali, interventi analoghi nell’ambito privato soprattutto nei vecchi condomini al fine di garantire una migliore qualità della vita non solo nelle abitazioni, ma anche nei quartieri».

Infine il presidente ANCE ha ribadito “Sul tema della Legalità noi siamo in prima fila. Solo con la legalità emerge la regolare concorrenza. Siamo assolutamente favorevoli ai controlli veri per garantire comportamenti corretti sul campo”.

Giorgio Pagliani