Ultimo aggiornamento:  30 maggio 2016 8:25

Sisma, il punto del Consorzio Burana

C’è una frase che si sentì ripetere spesso dal Presidente del Consorzio Burana Francesco Vincenzi all’indomani delle due forti scosse di terremoto che nel maggio 2012 cambiarono la vita di tante persone e il volto di varie cittadine del modenese, mantovano, bolognese e ferrarese: “Possiamo anche ricostruire abitazioni, aziende, scuole, ospedali: ma se non ci affrettiamo a sistemare i danni del sisma su canali di bonifica e impianti idrovori avremo edifici agibili ma allagati”.

Decine di chilometri di canali furono infatti colpiti da gravi fenomeni di dissesto post-sisma: canali che alla prima piena rischiavano il collasso degli argini e conseguenti allagamenti dovuti alle importanti fessurazioni createsi nelle sponde. Senza dimenticare che tutti gli impianti idrovori furono resi inagibili a causa di importanti lesioni strutturali e parziali crolli. Riprende il Presidente Vincenzi: “Oggi dopo 4 anni, a fronte dell’impegno della Regione Emilia-Romagna che, con ordinanze, ha finanziato la messa in sicurezza e il ripristino delle opere danneggiate, il Consorzio ha avuto la capacità di attivare molti dei cantieri programmati. Inoltre, nell’agitazione di quei giorni, quasi miracolosamente, siamo riusciti a non interrompere mai il servizio, già dall’estate stessa del 2012. Sì, perché gli stessi canali e impianti che d’inverno scolano l’acqua preservando dagli allagamenti, in estate assicurano l’approvvigionamento idrico per l’agricoltura e l’ambiente”.