Ultimo aggiornamento:  1 agosto 2016 8:48

Sisma, imprese a rischio fallimento

Negli ultimi mesi si sta assistendo al preoccupante fenomeno che vede diverse imprese appaltatrici dei lavori per la ricostruzione post sisma chiedere l’ammissione alle procedure di concordato preventivo, o addirittura incorrere nel fallimento. Le conseguenze per le imprese creditrici sono gravi: essendo soggette alla legge fallimentare, le loro possibilità di essere almeno parzialmente indennizzate sono legate alla classe di appartenenza creditoria (prededuzione, privilegiata, chirografaria). Conseguenze che diventano gravissime nell’area del sisma, dove molte imprese subappaltatrici e fornitrici, spesso di medie dimensioni, non hanno la possibilità di far valere nel concordato alcun privilegio sui propri crediti vantati, che vengono considerati come chirografari. Ciò determina il rischio, molto alto, che queste imprese non riescano a farsi riconoscere le somme loro spettanti per effetto dei lavori di ricostruzione eseguiti nelle predette aree del sisma, magari su contributi pubblici per la ricostruzione, con le immaginabili conseguenze negative a sul piano economico sociale. Per cercare di ovviare a questa iniquità, Rete Imprese Italia di Modena ha coinvolto il coordinamento a livello nazionale perché si faccia portatore nei confronti del Governo di intervenire affinché “i contributi pubblici spettanti per effetto dei lavori di costruzione eseguiti nelle aree del sisma, siano utilizzati dagli organi della procedura concorsuale per pagare, con una classificazione privilegiata, le imprese che effettivamente hanno svolto la parte dei lavori subappaltati e che hanno eseguito le forniture a favore della imprese appaltatrici soggette alle procedure concorsuali”.