Ultimo aggiornamento:  12 luglio 2017 4:08

Successo in vista

Nel panorama regionale che certamente non brilla per aperture di nuovi locali per la ristorazione, Modena sembra essere contro tendenza. Negli ultimi mesi si è infatti assistito a diverse nuove aperture che oltre a riempire di gioia i “gastronomi erranti” come me hanno ampliato il panorama culinario per i cittadini modenesi. Una di queste è il MoB (il nome è l’acronimo dell’inglese Man overBoard: uomo in mare), locale aperto da poco più di 3 mesi dal vulcanico Enrico Mingarelli, già imprenditore nel campo immobiliare e con buon talento e passione in cucina, nonché amante della nautica (da qui il nome del locale), che ha realizzato il suo sogno aprendo proprio questo ristorante.

In realtà il locale è bifronte: da una parte, quella che si affaccia sulla Piazza Pomposa è una Hamburgheria “gourmet” adatta ad una clientela più giovane, quella che anima la movida modenese di uno dei quartieri più frequentati della città, dall’altra parte, quella che si trova in Via Castelmaraldo invece, un vero e proprio bistrot moderno.

Ed è in questo che il titolare e cuoco Enrico è preposto a capitanare una squadra giovane e ben affiatata, alla quale si affianca un servizio in sala attento, diretto dalla bella e brava moglie Monica.

Il locale è moderno di curata eleganza con all’ingresso un bancone e divani e poltrone dove fermarsi per l’aperitivo con originali tapas come il gustoso guazzetto di moscardini con fagioli.

Ma non esagerate, perché sarà forte la tentazione di estendere l’aperitivo a una cena in piena regola, con piatti ben pensati. MoB è infatti un altro caso di successo sulla via della ristorazione moderna di qualità.

La cucina, aperta solo la sera, con proposte per tutti i gusti ma soprattutto legata al mare in cui il sapore viene sempre prima di tutto, a volte a discapito dell’armonia visiva e cromatica di un piatto e i piatti non sono soltanto molto buoni ma leggibili e comprensibili; eppure niente affatto casalinghi, se non per le casseruole deposte in tavola perché ogni ospite si serva da sé. Da una carta in larghissima misura di pesce escono il baccalà fritto con guazzetto di pomodoro, le seppie con i piselli di francescana semplicità ma anche di grande bontà., il polipo patate fagiolini e pesto al basilico, e gli spaghetti alla carbonara con calamaretti fritti.

In buona sostanza piatti che pescano dal vasto e saporito repertorio della cucina classica marinara, a volte apportando variazioni sul tema, altre volte rimanendo più fedeli, ma sempre buoni e mai pretenziosi.

Si finisce con dolci semplici come la crostata di amarene o una buona cheese cake, per un conto totale fra i 35 e i 45 euro.

Durante la settimana poi proposte di piatti interessanti dalla cucina anche per i non amanti della cucina di pesce, come al martedì con le frattaglie del quinto quarto: trippa, cervella, rognone, accompagnati da buona musica jazz dal vivo.

Stefano Reggiani