Ultimo aggiornamento:  4 luglio 2016 9:13

TOPJET, la soluzione in codice

Codici a barre, etichette, date di scadenza impresse direttamente sul prodotto con inchiostro alimentare: chi non ha mai avuto a che fare con questi simboli e numeri, ormai entrati nella nostra quotidianità attraverso i cibi che acquistiamo al supermercato o i capi di abbigliamento che acquistiamo nelle boutique di moda. Ciò che forse non tutti sanno è che dietro a questo mondo c’è una realtà modenese, TOPJET, azienda di Fiorano che è tra le poche in Italia a produrre sistemi per la marcatura e l’etichettatura. Sicuramente è l’unica che offre un servizio su misura: il punto di forza di TOPJET è proprio questo, proporre un pacchetto all inclusive (vendita, installazione, assistenza post-vendita e materiale come etichette e inchiostri) cucito sul cliente che lo richiede. E questo è possibile grazie ad un team con una  decina di  softwaristi e due ingegneri che lavorano per sviluppare software adattabili a ciascuna esigenza. La storia di TOPJET inizia nei primissimi anni ’90, tanto è vero che l’azienda ha festeggiato da poco i 25 anni di attività. Due giovani 30enni, Daniele Caselli e Giovanni Benassi, con esperienze lavorative comuni alle spalle, individuano una nicchia di mercato e prendono la palla al balzo per fondare la società, sistemando alcuni macchinari in un capannone di 200 mq a Fiorano in via Ghiarola 19. All’inizio si occupa della costruzione di marcatori a getto d’inchiostro, poi, a metà degli anni ’90, nasce e si sviluppa l’esigenza dell’etichettatura: nascono così i primi applicatori di etichette, sia su pallet che su prodotti. E’ da questo punto in poi che prende il via la crescita, inesorabile, di TOPJET, che nel 1998 si trasferisce in un altro capannone, quello attuale, di circa  2000 mq. Una crescita sospinta anche dalle normative europee, che hanno imposto regole precise e ferree riguardo l’etichettatura e la tracciabilità di alimenti e prodotti in generale. Negli anni 2000 entra il terzo socio, Giuseppe Zanasi, e si sviluppa un forte impulso nelle tecnologie a getto d’inchiostro  macro carattere. Fondamentale, dunque, per la crescita della società il legame con ricerca e innovazione, senza le quali non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati di oggi, riassumibili in numeri eloquenti: 3 soci, 40 dipendenti, 8 milioni di euro di fatturato e una filiale commerciale in Spagna, a Castellon de la Plana, nella comunità valenziana, con due dipendenti che seguono il mercato spagnolo e portoghese. Forte è infatti la vocazione all’internazionalizzazione, con il 40% del fatturato che proviene dal mercato estero: Centro e Sud America (Messico e Brasile), Medioriente (Iran) ed Europa, con Germania, Francia Turchia e Danimarca, dove TOPJET è presente nel settore beverage. “Grazie ad una gamma completa in grado di soddisfare tutte le esigenze di mercato – spiega Daniele Caselli -, i sistemi di stampa  a getto d’inchiostro realizzati da TOPJET consentono la personalizzazione di prodotti ed imballi direttamente sulle linee di produzione. Le dimensioni compatte e la posizione di installazione universale permettono a questi sistemi una agevole applicazione su impianti e linee di produzione di qualsiasi genere.
L’affidabilità dei nostri prodotti viene testimoniata da numerose installazioni nei più svariati settori industriali, fra i quali ricordiamo: alimentare, cosmetico, farmaceutico, conserviero, imbottigliamento, meccanico, ceramico e laterizi”. Nel prossimo futuro di TOPJET c’è la ricerca di una  nuova sede, resa necessaria da una continua espansione, e “l’aggressione” a nuovi mercati, come il Nord Africa (Tunisia), il Nord Europa, l’Australia e l’India.

 

I numeri

3 soci: Daniele Caselli, Giovanni
Benassi e Giuseppe Zanasi
40 dipendenti
8 milioni di euro il fatturato

Daniele Franda