Ultimo aggiornamento:  18 luglio 2016 12:13

Un nuovo inizio, che sa di crescita

È un pezzo della storia industriale di Modena. Al cui timone, stava un imprenditore con la I maiuscola: quel Filippo Borghi che ha saputo negli anni, trasformare una piccola realtà imprenditoriale locale in un caposaldo dell’aftermarket internazionale nel settore del movimento terra industriale ed agricolo. Questo però dicevamo fa parte della storia di GB Ricambi e del territorio dove è sorta, unitamente alla difficoltà che l’azienda in questi anni ha affrontato, come pure alla voglia di tenere duro. Ed oggi riscrive un nuovo inizio: nuovamente in crescita dal punto di vista del fatturato sia in ambito nazionale che estero, e anche del lavoro,  date le nuove assunzioni effettuate nell’ultimo periodo.

È Fabrizio Saporita, l’amministratore delegato a fare il punto e lo dice in una premessa tanto rapida quanto significativa: “Partiamo dalla fine. Abbiamo aperto negli ultimi 12 mesi due nuovi punti vendita sul suolo nazionale a marchio GB Ricambi, a Pavia e a Macerata. Sono state le esigenze di mercato a chiedercelo, data la necessità di essere presenti in territori strategici in cui la richieste di ricambistica di tipo agricolo risultano in crescita costante. La gamma di prodotto è stata allargata, incrementata la produzione italiana, curato il packaging, investito in ricerca, qualità e sviluppo di prodotto, puntato sulla vendita tramite e-commerce. Siamo riusciti a consolidare il rapporto coi fornitori e i clienti avvicinandoci sempre di più al consumatore finale. E cresciamo all’estero: Medio Oriente, Est Asiatico e Sud America.

Un bel balzo in avanti, rispetto a dove un’opi-nione pubblica generale era rimasta… 

«Che è costato sacrifici senza mai arrendersi. Nemmeno di fronte alle tante troppe difficoltà, indotte da una crisi economica priva di precedenti. Il primo passo è stata la cessione di alcuni rami esteri del gruppo: Bepco-Tracpieces Group e Equipment Spare Parts Africa. E da lì pian piano, era la fine del 2012, è iniziata la risalita, con una crescita annuale di fatturato oscillante tra il 3 e il 5%. Oggi il gruppo è formato da quattro realtà: America Crane & Tractor negli Stati Uniti, GB Ricambi e Cervetti a Nonantola e Ghinassi a Ravenna. Realtà quest’ultima, la cui produzione è oggi destinata all’esportazione per oltre l’80%. La ripartenza inoltre, ha permesso di ampliare maggiormente la produzione interna dello stabilimento nonantolano, consentendoci anche di creare nuova occupazione, arrivando ad assumere negli ultimi anni, circa una cinquantina di nuovi addetti. Attualmente contiamo su di una forza lavoro di 260 persone tra Ravenna e Nonantola, più altre 85 all’estero».

Quali gli elementi che hanno permesso e continuano ad influire su questo processo di risalita?

«Anzitutto la determinazione di dare continuità a quanto era stato fatto in precedenza. E cioè di offrire ricambi relativi ad un’ampia gamma di marche nazionali ed internazionali sia per il settore delle macchine movimento terra industriali che per quelle agricole – quali: Fiat, Case-New Holland, Landini, Same, Fiat Allis, Fiat Hitachi, Benfra, Caterpil-lar®, Komatsu (per questi due in particolare trattasi prevalentemente di prodotti di tipo industriali realizzati a Ravenna), John Deer. Poi la scelta di proseguire nella realizzazione di pezzi di ricambio i cui codici, pur essendo oggi fuori produzione dalle case madri, continuano a godere di un’ampia richiesta sul mercato nazionale e non. Questo ci ha portato a privilegiare i canali di vendita diretta e, come già detto, ad arrivare ad istaurare col cliente finale un rapporto di fiducia regolato dalla qualità offerta, tempistica e servizio post vendita, fondamentale. Anche l’e-commerce poi ha contribuito e contribuisce alla crescita e alla diffusione dei nostri prodotti».

Il magazzino automatizzato, era un punto di forza al momento della realizzazione dello stabilimento: lo è ancora?

«È forse l’elemento che più di tutti fa la differenza. Collocato nel medesimo ambiente in cui si trovano anche gli scaffali tradizionali, si avvale di una moderna tecnologia che consente prelievi di materiale stivato in tempi rapidissimi. Tra i suoi scaffali trovano posto 41 mila cassette contenenti le diverse referenze di prodotto. Si compone di tre differenti macchinari che ad alta velocità garantiscono i prelievi necessari alle spedizioni. Abbiamo provveduto a potenziarlo ulteriormente raggiungendo l’obiettivo di realizzare consegne h24 su tutto il territorio nazionale».

Un’ultima curiosità: se la sente di sbilanciarsi su eventuali prospettive rispetto a GB Ricambi?

«Ci siamo lasciati alle spalle un altro anno col segno più (+3% il fatturato), che sommato ai precedenti ci ha permesso di investire parte degli introiti, nello sviluppo di prodotto: oggi indispensabile per rispondere ad esigenze di mercato in costante evoluzione. Restano problemi che affrontiamo quotidianamente e tra questi forse il peggiore è la burocrazia, che continua a rappresentare un freno all’attività d’impresa in generale. Rispetto all’anno in corso voglio scansare i facili ottimismi ed attenermi a quanto raccolto fino ad ora: dopo i primi cinque mesi il fatturato risulta, stando ai termini percentuali, in crescita a doppia cifra. Non mi sbilancio su eventuali previsioni, resta il fatto che al momento il trend è solidamente positivo».

 

Un sito da 120mila m2

Lo stabilimento di GB Ricambi è un sito logistico con annessa produzione. La superficie complessiva si sviluppa su circa 120mila metri quadrati, di cui 25 mila coperti. L’edificio è suddiviso in tre unità collegate tra di loro: la prima parte ospita una serie di uffici;  nella seconda trovano posto l’ufficio tecnico e le aree destinate alla produzione e al ricevimento/spedizione dei diversi prodotti mentre la terza ed ultima è adibita a magazzino merci. Al suo interno operano all’incirca 200 persone. Nello specifico. Tutto il personale impiegato nell’area ricevimento/spedizione – otto baie (punti di ricevimento e spedizione) con ribalta e tre portoni tradizionali dedicate a queste mansioni – opera con terminali in radio frequenza per gestire direttamente tutte le fasi del flusso logistico del materiale. La merce in arrivo viene stoccata nel magazzino che si sviluppa in altezza per 16 metri; al suo interno sono collocati sedici blocchi di scaffalature alte 14 metri predisposti allo stoccaggio della merce sistemata su pallet e in cassoni.

Filippo Pederzini