Ultimo aggiornamento:  23 gennaio 2017 9:46

Urca che typo!

Nel cuore di Modena, in via Giardini,  presso il Direzionale 70, la stampa è slow: varcando le soglie di Officina Typo, facciamo un salto indietro nel tempo, quando la stampa tipografica si realizzava con i torchi a mano e i caratteri mobili.

Ad accoglierci, una fila di macchine ad avanzamento manuale, recuperate e sistemate, ora perfettamente funzionanti come nel passato: un torchio a leva del 1863, una pedalina modello Liberty, diversi torchi pianocilindrici di varie dimensioni, una platina a maniglia, due torchi tirabozze, un torchio calcografico.

“Qui dentro ci si sporca le mani – sorride Silvano Babini che insieme alla moglie Gina Paolini e alla figlia Ebe gestisce questo laboratorio artigianale – La dimensione laboratoriale, oggi scomparsa dalle scuole, l’arte del saper fare con le mani, il contatto con la materia, sono tutte componenti che cerchiamo di valorizzare ad Officina Typo, all’insegna di una stampa di qualità e di un’offerta unica nel suo genere”.

Stampa d’arte e sperimentazione, edizioni limitate, xilografia e calcografia ma anche proposte più commerciali come biglietti da visita e partecipazioni di nozze, il tutto realizzato con macchine antiche e un design moderno, sulla scia della tecnica di stampa a caratteri mobili implementata da Gutenberg nel 1400. I caratteri più grandi sono in legno, quelli più piccoli in piombo.

“Da quest’anno siamo anche inseriti nei percorsi Itinerari Scuola-Città organizzati dal Comune di Modena con una proposta di laboratori di stampa manuale a caratteri mobili per le scuole – spiega Ebe – già in passato abbiamo avuto collaborazioni con le scuole Venturi e Corni. Siamo lieti di poter aprire le porte del nostro laboratorio alle scolaresche: i ragazzi arrivano con il loro computer per pendere appunti e dopo poco che sono qui, capiscono subito che è meglio posarlo ed iniziare a creare con le mani e sporcarsi! E vanno via entusiasti”.

Silvano e Gina hanno fatto la Scuola del Libro di Urbino; Silvano è originario di Ravenna e in passato ha lavorato alla casa editrice Franco Cosimo Panini, e prima ancora è stato responsabile di produzione per diverse realtà tipografiche e ha lavorato per agenzie pubblicitarie, mentre Gina è una graphic designer ed Ebe ha studiato Conservazione dei Beni Culturali. Oggi i due coniugi insieme alla figlia a cui hanno trasmesso il loro sapere e la loro esperienza in questo campo, si sono lanciati in questa nuova avventura sfidando il mercato che ha dichiarato la morte della tipografia in senso industriale ormai già 30 anni fa, per cercare di mantenere in vita la tipografia artistica, artigianale, ora che di artigiani ce ne sono sempre meno.

In Italia sono diverse le realtà attive in questo settore, prima fra tutte Alberto Tallone Editore di Alpignano (Torino), unica in Europa dove si compone a mano usando unicamente caratteri originali. Nel panorama nazionale, Officina Typo si distingue tra le altre cose, per la proposta di laboratori mensili aperti a tutti e quindi non solo agli addetti ai lavori (anche se la maggior parte dei partecipanti è composta da grafici che vogliono sperimentare un’esperienza manuale allontanandosi dalla routine digitale del loro lavoro), in cui in una giornata le persone desiderose di saperne di più su questa realtà misteriosa e piuttosto sconosciuta, ricevono nozioni teoriche sulla nascita della stampa e l’invenzione dei caratteri mobili. “Non solo teoria ma anche pratica – precisa Ebe – Nei nostri laboratori stampiamo con il torchio e insegniamo le varie tecniche di stampa con vari supporti, dal legno al linoleum alla gomma”.

E a proposito di incisioni sul legno, durante la nostra visita a Officina Typo, ammiriamo la xilografia “Rebus numero 7” che l’illustratore Stefano Ricci ha prodotto in tiratura limitata presso questo laboratorio.

“Collaboriamo con vari artisti – illustra Ebe, mostrandoci un’altra interessante opera, questa è di Valeria Brancaforte, tre tavole ispirate alla Biblia Pauperum incise su linoleum – Partecipiamo a mostre e fiere del settore come Fruit Exhibition e il Buk Festival, soprattutto con le autoproduzioni da noi curate. L’anno scorso abbiamo partecipato anche al Festival Filosofia di Modena con un laboratorio di tipografia dedicato ad Aldo Manuzio in occasione del cinquecentenario della sua morte, che ha accompagnato i partecipanti alla produzione di un libro contenente aforismi su parole chiave ispirate a Manuzio. L’atto della creazione è sicuramente l’aspetto più interessante e gratificante di questa nostra attività – conclude Ebe – L’inchiostro, i caratteri mobili, la carta, il torchio ti fanno ritrovare tra le mani un prodotto finito, unico e prezioso, come la tradizione della stampa tipografica ed è sempre una bella soddisfazione stringere il risultato di tanta manualità”.

Laura Solieri