Ultimo aggiornamento:  22 febbraio 2017 11:51

Cna su Aimag: “Mantenga territorialità”

Nei giorni scorsi una rappresentanza di CNA ha incontrato una delegazione di Aimag composta da dirigenti e dai sindaci espressione della proprietà della multiutilty. “Durante l’incontro – sottolinea Cesare Galavotti, presidente della CNA dell’Area Nord – abbiamo ribadito espressamente la nostra intenzione di non voler in alcun modo entrare nel merito alle valutazioni, tecniche e politiche relative ad eventuali accorpamenti e fusioni con altre aziende del settore, modenesi e non. Quello che a noi interessa – ha ribadito il dirigente di CNA – e che Aimag, anche in futuro, mantenga la propria territorialità, in termini di servizi e rapporti sia con i cittadini che con le imprese, continuando a collaborare con le aziende e le filiere della nostra Area”.

“Sotto questo profilo – continua Galavotti – abbiamo espresso la nostra soddisfazione per il piano di investimenti di Aimag, che prevede 70 milioni di investimenti sul territorio nei prossimi tre anni, 40 dei quali soltanto nel 2017”.

CNA ha anche espresso condivisione per il passaggio dalla tassa dei rifiuti alla tariffa corrispettiva che, a partire da quest’anno, interesserà diversi comuni dell’Area Nord. Una soluzione che, non basandosi esclusivamente sulla superficie dei locali, ma tenendo conto dei rifiuti effettivamente prodotti e conferiti al servizio, sarà certamente più equa dell’attuale. “Ciò non toglie – precisa Galavotti – che nella stesura dei regolamenti si debba tener conto degli conseguenze che l’applicazione del nuovo metodo avrà sulle imprese, in particolare nel primo anno di applicazione, per evitare che alcuni aumenti che si verranno a determinare assumano valori spropositati. In questo senso, chiediamo sin d’ora che, in alcuni casi particolari, sia applicata una riduzione del 50% dell’importo risultante dalla differenza fra la Tariffa corrispettiva e la Tari calcolata per l’intero anno 2016”. Un’attenzione particolare andrà poi dedicata alle aziende del settore tessile, che, producendo quantitativi ingenti di cascami classificati rifiuti indifferenziati, con l’applicazione del nuovo metodo saranno particolarmente penalizzate, con aggravi a volte al limite della sostenibilità economica.