Ultimo aggiornamento:  20 giugno 2016 9:52

Prosciutto taroccato, interviene Cia

“Lascia l’amaro in bocca la notizia della detenzione e della vendita di prodotti ‘non genuini’, ma spacciati come tali da aziende, anche modenesi, che operano nel settore della produzione, lavorazione e commercializzazione di prosciutti, specialmente quando il prezzo riconosciuto ai nostri allevatori di suini non copre i costi di produzione. Una speculazione deplorevole che crea sconforto, quando sono palesi le difficoltà del comparto suinicolo, con numerose aziende che hanno chiuso i battenti”. È il commento di Cristiano Fini, presidente di Cia – Agricoltori Italiani della provincia di Modena a seguito della notizia del ritrovamento in queste imprese, da parte dei Carabinieri del Nas, di alimenti in cattivo stato di conservazione. Queste ditte avrebbero alienato ad altre aziende alimentari scarti della lavorazione contrabbandandoli come “ritagli di prosciutto stagionato”. “Sono episodi che allarmano i consumatori e deprimono i consumi stessi – afferma ancora Fini – e va dato merito all’arma dei Carabinieri che ha vigilato e fermato questo inquietante commercio: a loro va il nostro plauso e sostegno per il lavoro svolto. Confidiamo che le autorità giudiziarie facciano piena luce sulla vicenda e che accertate le responsabilità vengano applicate le sanzioni del caso”.