Ultimo aggiornamento:  6 novembre 2016 12:14

#Flight616 – UN VOLO SUL MONDO

Sono le 19:30 di un afoso martedì di giugno e io, seduta a un tavolo di un rinomato bar del centro di Modena, sono pronta ad incontrare Alessandra, la concorrente nostrana di Flight 616, il reality di Italia 1 presentato da Paola Barale e conclusosi con la vittoria di Yuri e Celeste. I concorrenti, accoppiati inizialmente in modo casuale, hanno dovuto affrontare diverse prove nelle sei tappe in giro per il mondo.

Lei arriva puntuale, ordina un aperitivo per due e si presenta: ha 25 anni, ama viaggiare, ha una passione per la moda (ha frequentato il Polimoda di Firenze) e cura un blog di lifestyle, Arianna e Alessandra, insieme ad un’amica.

Durante l’avventura di Flight 616 hai potuto visitare alcune tra le città più importanti al mondo. Quale tappa ti ha colpito maggiormente?
La tappa che ho preferito è stata quella di Bangkok, un po’ perché era la prima ed ero impaziente di conoscere tutte le dinamiche del gioco, un po’ per la bellezza del posto in sé e per le prove affrontate. In particolare ho amato la prova del mercato, che mi ha fatto sentire veramente parte della realtà di Bangkok.

Sei coraggiosa! Molti si troverebbero in difficoltà a maneggiare interiora di rana e mangiare animaletti vivi.
(Ride) Ammetto che quella parte mi ha un po’ impres-sionato…

Parlaci dei tuoi compagni di viaggio, Paolo e Andrea.
Paolo è una persona accomodante e buona, con cui mi piaceva chiacchierare e che sa ascoltare, mentre Andrea ha un bel caratterino e inizialmente mi spaventava un po’ l’idea di averlo come compagno di viaggio. Poi, passando del tempo insieme a lui mi sono ricreduta: si è rivelaton intelligente e spassoso e avrei continuato volentieri il viaggio con lui.

Ritieni meritata la vittoria di Celeste e Yuri?
Ad essere sincera la ritengo una vittoria mediatica: su di loro hanno spinto molto, sapendo che la loro storia avrebbe esercitato una buona presa sul pubblico.

Cosa ti ha spinto a tentare i provini per Flight 616?
Sarò schietta: forse ci si aspetta di sentire che io l’abbia fatto per provare un’esperienza diversa, avere nuovi stimoli o conoscere qualcuno. Ma la verità è che l’ho fatto più che altro per dare visibilità al blog, in quanto la spinta mediatica televisiva avrebbe potuto rivelarsi utile in questo senso.

Credi che lo scopo sia stato raggiunto?
In parte sicuramente sì, nel senso che, se anche non abbiamo avuto tutta la visibilità in più che speravamo, ci siamo create un’alternativa al solo mondo del web. Inoltre ho potuto capire dinamiche televisive che non conoscevo, alcune delle quali non mi aspettavo. Quando vedi un programma già montato ad arte è una cosa, ma scoprire i meccanismi che stanno dietro alla sua realizzazione è diverso e sicuramente molto interessante.

Per esempio? 
Torniamo al discorso di prima: certe situazioni vengono create ad hoc, o comunque spinte all’inverosimile, esclusivamente per il maggior appeal che sono in grado di esercitare sul pubblico.

Si tratta di un’esperienza che non escluderesti di ripetere?
Probabilmente sì, non lo escluderei: anche se non è il mio campo, è stata un’esperienza inconsueta e in qualche modo stimolante.

Parlaci del tuo rapporto con Arian-na e di come è nato il progetto Arianna e Alessandra.
Conosco Arianna dai tempi delle superiori, precisamente da quando ho comin-ciato a frequentare il Tassoni dopo essere stata bocciata al Wiligelmo. Ci siamo conosciute tramite un’amica comune e da lì, tra amore e odio, la nostra amicizia è diventata sempre più stretta. Il progetto nasce dall’esigenza di entrambe di svolgere un lavoro che non sia standard, facendo della nostra passione per i viaggi, la vita notturna e le pubbliche relazioni una vera e propria professione.

Carlotta Fontana