Ultimo aggiornamento:  11 dicembre 2016 7:39

Grandi storie d’innovazione

Quest’anno il Premio Nazionale Innovazione è stato ospitato a Modena per iniziativa dell’UNIMORE, l’Ateneo locale, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Il programma ha visto tre sessioni di lavori, suddivisi fra convegni e laboratori, introdotti dal Rettore Angelo Andrisano, dal Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e dal Presidente della Fondazione Cassa Paolo Cavicchioli. Interessante soprattutto il Workshop Area ICT e Industrial, con quattro rappresentanti significativi del mondo economico.
Franco Stefani, fondatore e presidente di System di Fiorano, ha trascinato l’uditorio di studenti in un racconto autobiografico. “A 12 anni mi era nata la passione. Facevo il lattaio e le professionali di elettrotecnica. Sono arrivato a comprare il libro Costruire diverte, che costava 150 lire, pagandolo a rate dal giornalaio – narra –. Un altro libro affascinante era “Sistema pratico”: ti portava a costruire l’aeromodello e anche il transistor al selenio.Tutto quello che ho fatto nella vita è stato divertimento nel fare le cose”. Poi spiega che a 16 anni da elettrotecnico alla Marazzi con un suo sistema di automazione aveva fatto aumentare la produttività del 50% della serigrafia e gli fu dato un premio di tre mesi di stipendio. “Cercate sempre di essere soddisfatti – il suo messaggio –: vi dovete occupare per avere una vita di soddisfazione”.
Quindi la parola passa a Stefano Spaggiari, co-fondatore e Amministratore delegato di Expert System. “Ai miei tempi non c’era la laurea breve, ma ho frequentato una scuola di specializzazione in informatica a tempo pieno con soli 20 posti – inizia –. Avevamo le chiavi per entrare anche di notte nel Centro di calcolo. Ho cominciato a lavorare, facendo il programmatore in banca. Dopo un anno me ne sono andato e abbiamo creato una Start Up, anche se allora il nome non esisteva”.
Poi il garage di casa come ufficio, dove è stato creato un primo pezzo di software come correttore grammaticale sull’italiano. Lo presentano a Microsoft a Milano e dopo un mese arriva un fax, che dice “abbiamo scelto voi”, battendo mostri sacri come IBM e Olivetti. “La Microsoft ci disse: ‘veniamo a firmare l’accordo presso la vostra sede’. ‘Non c’è bisogno, veniamo noi!’ rispondemmo. Allora avevamo un bagno in condivisione con un fruttivendolo, ora siamo Software partner di Google. La prima fiera l’abbiamo visitata nel 1995 a New York, oggi abbiamo l’ ufficio a Palo Alto nella Silicon Valley”.
Francesco Monica, project manager di Electric 80, racconta: “All’inizio delle superiori comprai il primo numero di Focus e dovetti smettere di comprare Topolino su ordine dei genitori. Nel giro di 20 anni sono passato dal vedere in copertina un professore americano esperto di robot al fatto che ora li costruiamo noi i robot, dove lavoro io”.
Quindi a Giuseppe Lisi, Corporate Branding di Bper Banca, tocca spiegare cosa c’entra la banca con l’innovazione. “Il Piano Juncker dell’Unione Europea – sintetizza – prevede che la maggior parte delle risorse siano destinate alla R&S. Per attivare 315 miliardi di investimenti bastano solo 5 miliardi di cassa e 16 miliardi di garanzie”.
A poco più di un anno dall’avvio con questo piano di ingegneria finanziaria sono stati attivati 150 miliardi di investimenti. Poi si rivolge ai ragazzi in sala: “Negli ultimi tre anni le Start Up sono passate da 2.500-3000 a 6.000, ma solo meno della metà avevano un bilancio sufficiente. Vorremmo arrivare allora a definire un Rating tecnologico per scandagliare il mercato dei brevetti e la loro capacità di resilienza in un triennio”.
In chiusura la presentazione dei progetti di innovazione di tre scuole superiori emiliane e le conclusioni di Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive.

Giorgio Pagliani