Ultimo aggiornamento:  11 gennaio 2017 12:28

La MODA che si rifà al BUDDHISMO

Da quest’estate imperversa una nuova moda tra le fashion victim: collane e bracciali con nappe di ogni colore, forma e materiale. Da Saint Tropez a Formentera, passando per la Sardegna non c’era ragazza che non indossasse questa particolare decorazione a metà strada tra lo stile Gipsy Chic e il tappeto volante di Aladdin. Forse non tutti sanno che all’origine di questa tendenza, introdotta anche nelle collezioni di brand come Swarovsky e H&M, c’è qualcosa di sacro, la Mala Buddhista:

La mala è un filo di grani che molti buddhisti usano quando recitano i mantra. È uno strumento pratico e allo stesso tempo pieno di simbolismo. Di solito una mala consiste di 108 grani più piccoli e di un grano più grande che rappresenta uno stupa (monumento indiano destinato a conservare sacre reliquie o a ricordare eventi memorabili della vita terrena del Buddha). La parte appuntita e superiore di questo piccolo stupa vuole significare lo “stato di verità” che è raggiunto quando si è realizzato che non è possibile trovare un ego o un “io” realmente esistente in modo indipendente e duraturo. Nello “stato di verità” tutte le qualità della mente possono manifestarsi liberamente. La parte rotonda del “grano stupa” mostra l’enorme gioia che si manifesta quando si è liberi da qualsiasi tipo di gioco o di artificiosità. Le mala possono essere fatte in materiali diversi, ognuno dei quali è particolarmente adatto per diversi aspetti di buddha. Sia il seme di loto, sia il legno dell’albero della bodhi  sono  materiali adatti per recitare tutti i mantra,  piacevoli al tatto perché non si scaldano né si raffreddano al contatto e sono relativamente leggeri. Molto diffusi anche quelle di ambra e legno di sandalo.

Si dice che è segno di buon stile se riusciamo a contenere la nostra mala nel pugno, al contrario  se è troppo grande può essere un segno di orgoglio.

Silvia Rossi