“Gas Release fondamentale”. Il grido delle imprese energivore
L’incontro, tra industria e istituzioni organizzata da Gas Intensive ha visto la partecipazione dei vertici di Confindustria Ceramica, Assocarta, Assovetro, del Capo Dipartimento Energia, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Si è svolta ieri la tavola rotonda organizzata da Gas Intensive dal titolo “Gas Release: misura essenziale per la competitività della manifattura e del Paese”.
L’evento, trasmesso sui canali Askanews, e moderato dal direttore della testata ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti di spicco dell’industria e delle Istituzioni italiane: Aldo Chiarini – Presidente Gas Intensive, Augusto Ciarrocchi – Presidente Confindustria Ceramica, Lorenzo Poli – Presidente Assocarta, Massimo Noviello – Past-President Assovetro, Massimo Beccarello – Direttore CESISP – Centro di Economia e Regolazione dei Servizi, Federico Boschi – Capo Dipartimento Energia, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, On. Fabrizio Benzoni – Capogruppo Azione in Commissione Attività produttive della Camera, On. Alberto Gusmeroli – Presidente della Commissione Attività produttive della Camera. Lega, On. Vinicio Peluffo – Capogruppo Partito Democratico in Commissione Attività produttive della Camera, On. Luca Squeri – Responsabile Dipartimento Energia Forza Italia e On. Riccardo Zucconi – Responsabile Energia della Camera per Fratelli d’Italia.
Ad essere messi sotto la lente i temi cruciali per la competitività del settore manifatturiero, con un focus particolare sulle politiche energetiche e la gestione delle risorse per garantire la sostenibilità e la crescita del Paese.
I relatori hanno sottolineato con urgenza la necessità di attuare la misura del Gas Release per sostenere la competitività delle imprese italiane, in un contesto di costi energetici elevati. Si è evidenziata l’importanza di ricalibrare questa misura, considerando il gas di importazione long-term come alternativa strategica all’estrazione nazionale. Attualmente, i prezzi del gas in Italia sono più del doppio rispetto ai livelli pre-Covid (55 €/MWh contro 25 €/MWh, media 2010-2018) e significativamente più alti rispetto agli USA (circa 10 €/MWh). Inoltre, anche rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia presenta uno spread costante di circa 2 €/MWh rispetto al TTF olandese. Questa situazione sta danneggiando la competitività delle imprese energivore italiane, che hanno lanciato un appello alla politica per interventi urgenti e efficaci.
Da tre anni, le imprese richiedono una maggiore disponibilità di gas nazionale, considerato una risorsa strategica per la decarbonizzazione, ma la misura del Gas Release non è stata ancora attuata, nonostante tre passaggi normativi. La produzione di gas nazionale è fortemente diminuita negli anni, e nonostante riserve accertate significative, l’estrazione continua a essere limitata a causa di ostacoli politici e normativi.
E’ fondamentale pertanto rilanciare e ricalibrare la “gas release”, poiché le ragioni per cui è necessaria non sono cambiate e sono addirittura più urgenti. A causa della decisione politica di abbandonare il gas russo, una parte del gas disponibile in Italia proviene da contratti a lungo termine siglati con il supporto del governo italiano, principalmente dalle rotte meridionali e dal GNL. Tuttavia, il gas importato dal nord, su cui si applica un differenziale di prezzo rispetto al TTF di 2 €/MWh, ha un impatto marginale sul prezzo complessivo al PSV (hub italiano).
La gas release, destinata a contenere i costi energetici per le imprese gasivore, potrebbe essere finanziata attraverso una regolazione dei meccanismi di mercato e dei prezzi, allineando il PSV al TTF. Questo aiuterebbe a ridurre la perdita di competitività che le imprese italiane stanno affrontando rispetto ad altri Paesi con costi energetici più bassi.





