Ultimo aggiornamento:  29 Gennaio 2026 10:06

Ceramica, Emilia-Romagna e Comunità Valenciana unite per difendere competitività e lavoro

Emilia-Romagna e Comunità Valenciana fanno fronte comune per tutelare il futuro della ceramica europea. È quanto emerso dalla videoconferenza tra il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e il viceministro dell’Industria, Internazionalizzazione e Commercio della Generalitat Valenciana, Felipe Javier Carrasco Torres, alla quale hanno partecipato anche i vertici di Confindustria Ceramica e di Ascer, l’associazione nazionale spagnola del settore.

Al centro del confronto, la necessità di garantire continuità e sviluppo ai principali poli ceramici europei, come Sassuolo e Castellón de la Plana, oggi messi sotto pressione da una combinazione di fattori critici: l’elevato costo dell’energia, la concorrenza di Paesi extra-Ue privi di standard ambientali e sociali comparabili e strumenti climatici che non tengono adeguatamente conto delle specificità dei settori industriali “hard to abate”.

Particolare preoccupazione è stata espressa per l’impatto del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), giudicato sproporzionato rispetto al contributo reale del comparto ceramico, che rappresenta solo lo 0,9% delle emissioni europee regolate e che ha già investito in modo significativo nell’efficienza energetica. I partecipanti hanno condiviso la necessità di un ripensamento delle politiche Ets, chiedendo l’immediata sospensione del sistema, il congelamento delle attuali assegnazioni gratuite e l’introduzione di un CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) realmente efficace, in grado di proteggere sia il mercato interno sia le esportazioni verso i Paesi extra-Ue.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla revisione del “Bref Ceramic”, il documento europeo che definirà i criteri delle autorizzazioni ambientali per i prossimi anni. Emilia-Romagna e Comunità Valenciana hanno ribadito l’impegno a sostenere obiettivi ambientali ambiziosi ma realistici, con tempi congrui e sostenibilità economica per le imprese, anche attraverso la partecipazione alla riunione finale prevista a Siviglia.

Le due Regioni hanno inoltre concordato sull’urgenza di avviare programmi europei di ricerca strategica dedicati al settore ceramico, sostenuti da fondi Ue e basati sulla collaborazione tra centri di ricerca e università dei due territori, per promuovere innovazione, decarbonizzazione e autonomia strategica delle filiere produttive.

«L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica che ha già investito molto nella transizione ecologica – ha sottolineato Vincenzo Colla –. Penalizzare queste imprese attraverso il meccanismo Ets significa ridurre la competitività di chi ha agito responsabilmente e favorire produttori extra-Ue con vincoli ambientali e sociali molto più bassi, con il rischio di aumentare le emissioni globali e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro qualificati».

Sulla stessa linea il viceministro Carrasco: «L’Europa è leader mondiale nella produzione ceramica e questa posizione non può essere compromessa da norme che ignorano la realtà industriale del settore. La posizione comune di Comunità Valenciana ed Emilia-Romagna chiede un trattamento giusto ed equo per i nostri produttori».

Le due Regioni lavoreranno ora insieme per portare queste istanze alle istituzioni europee, a difesa di un’eccellenza industriale che rappresenta un patrimonio economico, sociale e tecnologico per tutta l’Europa.

 

fp