Innovazione e talento per competere: a Modena il futuro delle PMI passa da IA e internazionalizzazione
La sede di HPE Group a Modena ha ospitato, lo scorso 22 aprile, l’edizione 2026 di Disegnare il futuro Emilia Romagna, il forum dedicato all’innovazione che ogni anno mette a fuoco la visione del futuro con uno sguardo radicato nel territorio.
L’iniziativa si è articolata in tre panel che hanno riunito istituzioni e imprese in un confronto concreto e costruttivo, pensato per chi vuole assumere un ruolo attivo nella costruzione di ecosistemi fondati su modelli di sviluppo sostenibile.
I lavori si sono aperti con gli interventi introduttivi di Marco Moscatti, Presidente GGI Emilia Area Centro, e Matteo Torre, Amministratore Delegato di HPE Group, che ha raggiunto i 65 milioni di euro di fatturato con 370 dipendenti. Torre, rientrato in Italia dopo molti anni di esperienza all’estero, di cui gli ultimi come Presidente di Ferrari Nord America, ha sottolineato come il Paese presenti oggi condizioni migliori rispetto alle sue aspettative, pur riconoscendo margini significativi di miglioramento.
Torre ha evidenziato come nei settori in cui opera HPE Group — automotive, motorsport e difesa — sia ormai indispensabile internazionalizzare le attività e recuperare la sovranità su tecnologie che l’Europa ha lasciato scivolare verso la concorrenza asiatica. Ha criticato le politiche europee sulla transizione green, che a suo avviso hanno penalizzato l’industria del continente, consegnando
il mercato dell’elettrico all’Asia.
Torre ha poi richiamato i punti di forza di HPE: l’integrazione tra ingegneria e produzione e l’appartenenza alla Motor Valley, ecosistema noto per i grandi produttori di vetture supersportive ma alimentato anche da una rete di PMI altamente specializzate e capace di attrarre talenti. Proprio la gestione dei talenti rappresenta, secondo lui, una sfida decisiva: oggi sono i professionisti a scegliere le aziende, e per trattenerli è necessario generare continuamente nuovi progetti, anche senza ritorni immediati, così da mantenere vivo il livello di competenze che caratterizza il territorio.
Marco Moscatti ha invitato le PMI a superare una visione riduttiva dell’intelligenza artificiale come semplice adozione di nuove tecnologie. Secondo lui, questo è solo il minimo indispensabile per restare competitivi. La vera opportunità dell’IA è l’aumento della produttività: liberare le persone da attività ripetitive per permettere loro di concentrarsi su compiti strategici e sentirsi parte attiva dello sviluppo aziendale. Per Moscatti, il futuro delle PMI dipende proprio dall’equilibrio tra innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano.
Adamo Venturelli, Owner &CEO di Vis Hydraulics, basata a Pavullo, ha ripercorso l’evoluzione della propria azienda, spiegando come sia passata da un modello basato sulla qualità come
principale leva competitiva a uno orientato alla produzione di grandi volumi a prezzi più contenuti. Oggi, però, la concorrenza internazionale — soprattutto cinese — impone un ulteriore cambio di paradigma: per restare competitivi è necessario offrire insieme qualità, prezzi concorrenziali e servizi.
Secondo Venturelli, la risposta sta nell’innovazione dei processi: robotica e intelligenza artificiale devono essere considerate alleate, non minacce, perché liberano tempo dalle attività ripetitive e permettono alle persone di dedicarsi a funzioni più strategiche. Lo stesso vale per l’internazionalizzazione, che non è più una scelta ma una condizione indispensabile per mantenere competitività senza compromettere la qualità.
Nel secondo panel, Il capitale umano come infrastruttura strategica: formazione, leadership e cambiamento, l’attenzione è stata rivolta a quello che solo recentemente si è iniziato a considerare come un asset strategico per la crescita e il miglioramento delle performance complessive, il capitale umano.
Alberto Mari, Legale Rappresentante M.M. – NCG ed esperto di analisi organizzativa, ha evidenziato la distanza ancora troppo frequente tra ciò che viene progettato dai dipartimenti HR e la realtà operativa delle aziende. Un divario che si manifesta nella discrepanza tra organigrammi formali e mansioni effettivamente svolte. Da qui la necessità, ha sottolineato Mari, di riallineare queste due visioni per poterle poi governare in modo efficace.
Il suo intervento ha toccato anche la prossima applicazione della direttiva UE 2023/907 sulla trasparenza salariale, un passaggio che comporterà non solo implicazioni economiche, ma anche nuove criticità e potenziali rischi per le organizzazioni, soprattutto perché la normativa risulta ancora poco definita, rendendo complesso distinguere con precisione definizioni come “ruoli” e “mansioni” e, di conseguenza, individuare gli strumenti adeguati per una misurazione comparativa.
Il forum si è concluso con un interessante panoramica di casi concreti, con il terzo panel Territorio 4.0 – quando la tecnologia fa sistema: innovazione applicata e transizioni reali.
Fra i vari interventi da segnalare quello di Simone Checcoli, CEO di DotEnv di Ferrara e Vicepresidente Gruppo Giovani Confindustria Emilia Area Centro, il quale ha illustrato il potenziale degli agenti IA, strumenti capaci di semplificare i processi che precedono le decisioni manageriali. Ha portato l’esempio di un caso in cui la raccolta e l’analisi dei dati relativi a numerosi immobili possono permettere a un amministratore di condominio di orientare con precisione le proprie scelte su un problema specifico.
Checcoli ha inoltre evidenziato come, nonostante la forza dei servizi italiani risieda nella loro natura sartoriale e nella capacità di instaurare un rapporto empatico con i clienti, il Paese sconti un ritardo rispetto ad alcune realtà estere, citando tra gli esempi Station F in Francia. Un gap che riguarda anche l’immagine: all’estero, ha osservato, sono molto più abili nel comunicare e posizionarsi, mentre in Italia si tende ancora a concentrarsi quasi esclusivamente sul “fare”.
Andrea Franceschelli, Vicepresidente di One Express Italia e di GGI Confindustria Emilia Area Centro, ha ribadito l’importanza dell’automazione nel settore logistico, indispensabile per gestire flussi sempre più complessi.
Infine, Beatrice Nale, Service Manager di Skybackbone Engenio, ha posto l’accento sull’importanza della governance e della leadership, elementi che devono precedere qualsiasi scelta tecnologica.
In un contesto geopolitico particolarmente complesso, soprattutto per le PMI, Nale ha sottolineato quanto sia fondamentale la collaborazione tra imprese, istituzioni e luoghi in cui si formano le competenze, come le università. Solo attraverso questa contaminazione continua è possibile mantenere viva la capacità produttiva e competitiva del territorio.
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