Gas, ETS e concorrenza asiatica: l’allarme di Ciarrocchi dopo la riconferma alla guida della ceramica
Confindustria Ceramica , nell’ ambito dell’ Assemblea annuale svolta a Sassuolo, ha proceduto alla riconferma del presidente Augusto Ciarrocchi. Oltre all’ industriale di Civita Castellana per il prossimo biennio sono stati rieletti anche i cinque vicepresidenti: Vittorio Borelli, Luigi Di Carlantonio, Giorgio Romani, Alberto Selmi e Graziano Verdi.
Quanto all’ andamento del settore nel 2025, le 242 le aziende produttrici, presenti in Italia, tra piastrelle, ceramica sanitaria, laterizi e stoviglieria con 355 stabilimenti, che occupano 25.550 addetti diretti e fatturano quasi 7,5 miliardi di euro, vedono un leggero aumento della produzione , più 2,35%, ma un fatturato in leggerissimo calo, meno 0,4%. Ne consegue che i margini si restringono, infatti i prezzi medi si riducono del 2,5%. Per le piastrelle in ceramica le 117 le aziende presenti in Italia nel corso del 2025 hanno prodotto 390,9 milioni di metri quadrati (+5,7%) ed occupano 17.676 addetti diretti. Le vendite complessive sono state di 386,9 milioni di metri quadrati (+2,3%), con l’Italia a 85,2 milioni di metri quadrati (+0,6%), mentre l’export si attesta a 301,7 milioni di metri quadrati (+2,8%). Il fatturato totale delle aziende italiane di piastrelle supera i 6,0 miliardi di euro (-0,4%), derivanti per 5 miliardi dalle esportazioni (-0,1%; quota del 82% sul fatturato) e per 1 miliardo di euro da vendite in Italia. Gli investimenti raggiungono 321 milioni di euro, in calo del 16%, pari al 5,3% del fatturato. Ne consegue che i margini si restringono, infatti i prezzi medi si riducono. Altro dato non favorevole il calo degli investimenti del 16,1%, di conseguenza il rapporto tra investimenti e fatturato scende al 5,3%.
Il presidente Ciarrocchi riassume lo stato dell’ arte così “Difendiamo i volumi, riduciamo i prezzi”. E sottolinea inoltre , a causa della Guerra del Golfo, il balzo dei prezzi del gas, imprescindibile fattore energetico per la lavorazione ceramica, passato da una media di 35€ a 60€ al megawattora.
E inevitabile il focus si concentra sul meccanismo governato dall’ Unione Europea degli Ets .“Se chiediamo a un cittadino di Sassuolo che cosa sono i benchmark ETS, -spiega – probabilmente non saprà rispondere anche se da questo dipendono migliaia di posti di lavoro in questo territorio. Il benchmark è il valore di riferimento che determina i costi per il sistema delle imprese. Si basa su un meccanismo che, se non modificato, rischia di compromettere in modo irreversibile l’esistenza dell’industria ceramica italiana. La necessità della sua revisione e le posizioni da rappresentare alla Commissione europea sono state condivise anche con la Regione Emilia-Romagna, diversi Comuni del Distretto, le Organizzazioni Sindacali di categoria, Acimac. Questo è un segnale di sistema straordinario, che ci dà fiducia”.
E aggiunge “Adesso si apre una partita ancora più grande. A luglio la Commissione europea presenterà la revisione complessiva della direttiva ETS che ridiscute l’intero impianto del sistema. Insieme a Confindustria ed ad altre associazioni imprenditoriali soggette all’ETS abbiamo commissionato all’Università Bicocca di Milano uno studio che mostra, almeno per il settore manifatturiero, come l’ETS rischi di essere diventato non uno strumento di decarbonizzazione, ma una macchina di distruzione del valore industriale europeo. Produzione che si sposta altrove, emissioni che rimangono uguali nel mondo ma escono dalla nostra contabilità, e comunità industriali – come la nostra – che pagano il prezzo più alto”.
Ciarrocchi completa l’analisi, mettendo in luce la precarietà a medio termine della sopravvivenza del settore senza una presa d’atto della concorrenza asiatica “Il commercio internazionale sia delle piastrelle che della ceramica sanitaria registra importazioni da paesi extra UE che ricevono aiuti di Stato e praticano dumping economico, ambientale e sociale: mi riferisco ad India e Cina, ma non solo. Nel mercato europeo, gli oltre 50 milioni di metri quadrati di piastrelle di ceramica prodotte dall’India superano il 50% del totale di tutte le importazioni europee, con una crescita nelle quote di mercato particolarmente rapida. Positivo che i dazi del 13% delle stoviglie siano stati alzati al 79%, riequilibrano una situazione di oggettiva distorsione: l’Associazione continuerà ad agire in questa direzione per tutti i suoi comparti”.
Ultimi argomenti della relazione del Presidente la intermodalità e il prossimo Cersaie. “Nel 2025 dal porto di Ravenna sono transitate 3,9 milioni di tonnellate di materie prime destinate al nostro settore, di cui solo l’8% trasportato via ferrovia. Presenteremo un progetto alla Regione Emilia – Romagna, assieme ad operatori di questo sistema, con l’obiettivo di arrivare ad 1 milione di tonnellate movimentate su treno già dal prossimo anno”.
Cersaie invece presenta due novità. “Ad inizio maggio abbiamo iniziato ‘Road to Cersaie’, una serie di incontri con professionisti del progetto realizzati assieme ad alcune testate di architettura ed interior design in diverse città del nord Italia. L’impegno per la sostenibilità caratterizza anche l’organizzazione di Cersaie: abbiamo ottenuto la certificazione ISO 20121 per eventi sostenibili da parte di Bureau Veritas” conclude , dando appuntamento a Bologna dal 21 al 25 settembre.
Giorgio Pagliani





